02/02/11

"La Coralità Celeste Superdivina" in un breve commento di Gino Taddei

di Gino Taddei

Ricordo che Raimundo Panikkar nel suo agile libretto “Dialogo Intrareligioso”, si poneva il problema di cosa succede ad un’anima che si trova coinvolta nello studio e nella professione di fedi diverse e diceva che è come distruggere tutto, anche la propria religione di origine, il proprio tempio interiore, per ricostruire dopo le macerie un nuovo tempio. Se c’era un uomo che questa operazione l’aveva fatta era proprio Silvano Panunzio. Come intendere altrimenti il suo coinvolgimento nello studio del Vedanta o del Buddhismo? Certo, quando parla di Atman e di Brahaman intende così, di getto, perché Lui Atman l'aveva realizzato, mentre sappiamo dallo Yoga (un Darshana, cioè un “punto di vista” ortodosso dal lato Indù) che occorre tutta una vita di ascesi yogica per realizzare l’”Unione” – sebbene Panunzio fosse conscio che di veri Yogi in un secolo e sul pianeta ce ne fossero soltanto tre – ovvero la Coscienza Pura ed Incontaminata non più coinvolta nelle Vritti (o modificazioni del Manas) e quindi la piena unione con il Brahaman. Come leggere altrimenti il Suo prendere le distanze dal Paolinismo che regna ancora nella Chiesa Cattolica? Come intendere altrimenti la Sua affermazione che Gesù non era il Messia ma il Liberatore Divino? In modo da lasciare legittima, ancora, l’attesa Messianica del popolo e della Religione Ebraica? Conosco Silvano Panunzio dall’età dei miei 25 anni (e adesso ne ho 58), quando con piacere leggevo i suoi primi due volumi di Dottrina dello Spirito (Contemplazione e SimboloMetapolitica, dalla Roma Eterna alla Gerusalemme Celeste) e sempre l’ho considerato un Apostolo della Verità. Il Suo percorso singolare l’ha portato a condividere l’esperienza interiore dei Cattolici Svegli (con il singolare ed evoluto Suo modo di intendere il termine Cattolico). Ricordo che dalle pagine della Rivista Metapolitica appresi come il compianto Bendetto Calati (per vari anni Generale dei Camaldolesi di Camaldoli di Arezzo) dicesse chiaramente che il Cristianesimo era concluso se continuava ad andare come andava (e nulla è cambiato a tutt’oggi). Solo quando si Realizza ATMAN si Realizza veramente Sat-Cit-Ananda (Essere Coscienza Beatitudine). Mi è capitato dopo sette anni di Meditazione CHAN di vivere questa singolare esperienza: ero testimone del nucleo della mia persona (la Coscienza), ma tale che questa era svincolata dai pensieri rivolti al passato, al futuro e dal presente, non c’erano suoni né immagini, soltanto il Silenzio che era sì interiore, ma era tutto quel che c’era di essenziale ed unico. Capii così le parole del VI Patriarca, Hui-Neng, quando diceva ai due monaci che disputavano se fosse la bandiera a muoversi o se fosse il vento a muovere la bandiera, che ciò che si muoveva era soltanto la loro Mente. So che questo Silenzio Silvano Panunzio l’aveva raggiunto. E da quel Silenzio ci parlava come ci parla ancora e per l’ultima volta nel suo volumetto che conclude la Sua Dottrina dello Spirito.


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