15/07/15

Sul “matrimonio omosessuale” parla autorevolmente il Gran Rabbino di Francia



Gill Bernhheim (1952)

Un gran numero di nostri concittadini avvertono la rivendicazione del matrimonio omosessuale come un ulteriore passo della lotta democratica contro l'ingiustizia e la discriminazione, in linea con l'impegno contro il razzismo.
È in ultima analisi, in nome dell'uguaglianza, dell'apertura, della modernità e della dominante benpensante che ci viene chiesto di accettare la sfida su uno dei fondamentidella nostra società.
Questa sfida sarebbe già accettabile, per la maggioranza dei nostri concittadini, e farla diventare legge non darebbe luogo a nessun dibattito sulla posta in gioco.
Io credo, al contrario, che sia della massima importanza dibattere pubblicamente su queste basi, per chiarire le questioni reali legate alla negazione della differenza sessuale. Piuttosto che i principi quali l'uguaglianza, che tanto alletta le avanguardie, è nel voler far diventare legge il matrimonio omosessuale, l'omogenitorialità e l'adozione, ad essere un argomento che non regge a lungo ad un'analisi.
In questo saggio mi propongo di far comprendere il discorso dei sostenitori di tale legge, per vagliare i loro argomenti e per evidenziare gli effetti negativi delle posizioni che sostengono.
Il mio obiettivo è quello di contribuire alla nascita di un vero e proprio dibattito pubblico, perché l'argomento merita di più del tribunale delle buone coscienze, dove i suoi sostenitori intendono restare fino al voto, mettendo in ridicolo chi cerca di discutere di più sui loro progetti e le loro motivazioni.
Chi deride rende la vita dura, e alcuni vorrebbero respingere tutte le mie osservazioni sulla base del fatto che un rabbino deve attenersi solo alla sfera religiosa, o che la Bibbia vieta l'omosessualità; in modo tale che io non abbia più nulla da aggiungere.
A queste due obiezioni, voglio rispondere subito perché conosco la tattica degli attacchi alla persona, che portano a screditare l'oratore, piuttosto che ad analizzare i suoi propositi,  e quindi cercano di schivare il dibattito.
Parlo come un rabbino, e soprattutto Rabbino di Francia. Io non sono il portavoce di un gruppo di individui, ma il referente e il portavoce del giudaismo francese nella sua dimensione religiosa.
Come tutti gli altri rabbini io sono un lettore, un insegnante e un commentatore di testi sapienziali ebraici che sono contrassegnati da una tradizione di dialogo, d'ermeneutica e di dialettica: in breve di pluralismo.
Ho sempre ritenuto un dovere l'impegno intellettuale nelle grandi scelte della storia, e primariamente nelle decisioni più importanti del mio paese. Perciò, la proposta di consentire il matrimonio gay, così come il progetto di dare una realtà giuridica a fatti di genitorialità gay e d'adozione, mi riguardano.
È per questo che respingo l'atteggiamento di riserva di una minoranza di leader religiosi, che tende a mettersi fuori gioco e ad escludersi dal dibattito a motivo della possibilità di un matrimonio religioso in alternativa ad un matrimonio civile. Il farsi da parte è un errore quando pratica l'auto-promozione.
La mia voce è l'espressione riflessa della solidarietà che mi lega alla comunità nazionale di cui faccio parte. E' anche l'espressione responsabile dei principi universali che questa comunità ha forgiato e difeso nel corso dei secoli, i principi su cui si fonda la Repubblica e senza la quale non può esistere.
Se qualcuno che non è ebreo è disposto ad ascoltarmi, valuterà le mie parole secondo il suo giudizio personale, del suo proprio sistema di valori e della propria identità religiosa: sia agnostica sia atea. Egli può, se lo desidera, di riconoscere la loro saggezza e dare loro un valore morale.
La mia visione del mondo è guidata dalla Bibbia e dai commentari rabbinici; il che non sorprenderà nessuno. Si basa su ciò che concerne questioni fondamentali della sessualità e della paternità, e sulla complementarietà dell'uomo e della donna.
In quest'analisi ho fatto riferimento solo al libro della Genesi, ed ho quindi scelto di non parlare dei divieti elencati nel Levitico, perché sentivo che il problema qui non è l'omosessualità che è un dato di fatto, una realtà, quale che sia il mio apprezzamento di rabbino sull'argomento.
C'è invece il rischio irreversibile di un offuscamento di genealogie, di statuti (il bambino soggetto diventa bambino-oggetto) e di identità, offuscamenti dannosi per l'intera società e che perdono di vista l'interesse generale a favore di quello di un'infima minoranza.
Infine, vorrei aggiungere che la mia visione biblica del mondo, in cui la giustizia è un principio fondamentale, naturalmente mi porta a condannare e combattere con forza abusi verbali e fisici subiti da omosessuali, così come condanno e combatto con forza atti ed intenti razzisti ed antisemiti.

Per chi volesse leggere il documento intero di venticinque pagine, qui:



31 commenti:

  1. Grazie Aldo della segnalazione. Mentre troppi tentennano, o peggio, sull'argomento, il Gran Rabbino ha il coraggio di esporsi in prima persona. Speriamo che lo sfaldamento generale e, fino a pochissimi anni fa, inimmaginabile della nostra civiltà sia uno stimolo a promuovere un Fronte dello Spirito.

    RispondiElimina
  2. Grazie a te Giuseppe per il commento. Mi unisco anch'io al tuo auspicio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. almeno qualcuno ci mette la faccia visto che molti capi religiosi sono timorosi di andare contro il sistema e aspettano che lo facciano i laici ...cosa non proprio negativa.......comunque il tema gay arriverà il giorno che si dovrà fare i conti nelle religioni ..evitando matrimonio ecc..conviene formare gay conservatori anche di destra questa volta Diversi rispetto alle scene patetiche odierne.....la Tradizione deve incarnarsi nelle sue manifestazioni storiche che sono diverse....

      Elimina
  3. Gentile Sig. Costa, come Lei saprà di omosessuali celebri di destra ce ne furono eccome, un Brasillach e un Mishima tanto per ricordarne due di abbastanza celebri. In Francia c’è stato un Michel Caignet, considerato un leader dal neofascismo d’oltralpe e che fu pure editore. In Italia invece non mi risultano voci fuori campo, ma come si sa l’Italiano su questo argomento è esattamente come lo spagnolo. E poi in Italia non esiste più un “pensiero conservatore”, quindi dubito che si possano “formare” gay di destra.

    RispondiElimina
  4. Caro Aldous la lista di gay di destra è lunga ma come lei ha scritto in Italia è tema controverso a parte aperture dei liberali conservatori veri ,anche questi assenti, ma che pero a questi di temi Tradizionali non interessano essendo adoratori del dio mammona......nella chiesa del futuro è tema scottante e nemmeno si può ignorare del tutto...............ma lei sa che a parte la vulgata corrente appoggiata dalla scienza sulla normalità del fenomeno Rimangono zone d'ombra non si conoscono maestri spirituali di nessuna tradizione che fossero Diversi o che ne parlassero bene.....non è tema per teologi o filosofi meglio aspettare qualche 'santo' o 'risvegliato' che ci indichi come affrontare il tema.....

    saluti

    RispondiElimina
  5. Da recenti studi antropologici - ma non saprei dire quanto precisi e attendibili - pare che gli omosessuali siano il 5% della popolazione mondiale. Una percentuale che io credo in crescita esponenziale vista la propaganda della cosiddetta “cultura gay”. I gusti e le preferenze sessuali non dovrebbero essere tema di dibattito, ma certamente devono o dovrebbero esserlo tutte le questioni etiche, culturali e ideologiche associate al problema come appunto è il caso per il matrimonio tra gay, il diritto di adozioni e simili. Ho personalmente conosciuto due omosessuali dichiarati che vivevano come dei santi e quindi alla fine mi sono convinto che l'orietamento sessuale non è certamente un'ostacolo alla santità (ma la Chiesa lo va dicendo ormai da molti anni). Purché si superino tutte quelle problematiche psicologiche che anche gli eterosessuali dovrebbero avere il coraggio di affrontare risolutamente. Quindi, a conti fatti, il vero problema non sono i gay, ma il rapporto dell'uomo con la sessualità, con le passioni carnali e anche con le "pratiche sessuali" e con la sua capacità di farne, se mi si passa l'espressione, un "buon uso" o un uso retto. La regola generale di non nuocere agli altri è di solito una buona regola, ma essa va integrata con l'altra di "fare il bene" e di farlo “a maggior gloria di Dio” (le tre cose sono inseparabili). Se omosessuali ed eterosessuali ne tenessero conto avremmo già fatto un grosso passo avanti. E invece ci dobbiamo confrontare con un discorso puramente propagandistico e che mira alla confusione e al caos culturale, umano e sociale. Tant’è!

    RispondiElimina
  6. il termine omosessuale è moderno in antichità non esisteva chi la praticava si definiva giustamente UOMO e basta il suo amico che si dichiara apertamente invece.....non posso e non voglio giudicare ......ma la questione non è psichica umana e basta ..le leggi dello spirito non si fanno giudicare da noi ovviamente ci sono le questioni storiche tipo i popoli antichi avevano bisogno di molti bambini quindi sessualità controllata...adesso che siamo in troppi in poco spazio è possibile che la natura reagisca facendo nascere molti di questi che non possono fare figli ,principio regolativo ...ci sono varie ipotesi...non sono nostalgico del passato ma è bene discernere e oggi nemmeno la chiesa ha una posizione chiara e netta....

    RispondiElimina
  7. Caro Costa,
    sui miei amici omosessuali si fidi ed eviti di scagliare la prima pietra (anche il solo gesto mi sembra deprecabile). Francamente non credo che le "leggi dello spirito" abbiano a che fare con le "tendenze" sessuali di noi uomini o con fatti ormonali. La "polarizzazione" è fatto cosmico e la psicologia umana vi rientra di riflesso. Che un uomo sia effeminato o che una donna sia mascolina da un punto di vista spirituale non credo abbia alcuna rilevanza, soprattutto se si segue una via di conoscenza. I problemi sorgono se si riduce la ricerca della Verità a indagine culturale e la pratica spirituale a mera autodisciplina. Forse è proprio per questa ragione che la Chiesa non condanna l’omosessualità in sé, ma gli eventuali comportamenti sregolati che ne derivano. Il fatto poi che il termine “omosessuale” sia di conio moderno, non credo che abbia rilevanza alcuna dal punto di vista della cosa in sé. La “sodomia” che ha un rapporto diretto e stretto con l’omosessualità è fenomeno arcaico.

    RispondiElimina
  8. preciso e concludo che non condanno la persona ma il peccato , se mai fosse peccato,come dice la chiesa .....i suoi amici si sono dichiarati e adesso io non credo che esistano omo o etero ma solo persone che non si devono qualificare per forza.....sulla via conoscenza o ricerca della verità....parole di sapore gnostico ....si parte dall'etica e non si conosce nulla al massimo si incontra la verità e si realizza ....di fronte alle condanne di san Paolo e tutti i Padri della chiesa e di altre religioni che rispondiamo ? chi si prende la responsabilità di dire è giusto e lecito praticarla e promuoverla.. prima andavano a puttane convinti di essere peccatori non santi ....sulla libertà non dobbiamo avere dubbi....

    RispondiElimina
  9. Caro Amico,
    parlare di “ricerca della verità” e di vie della conoscenza nell’ambito della tradizione cattolica è del tutto legittimo senza bisogno di tirare in ballo il solito “gnosticismo”. La Verità “si incontra”? Ma in che senso di grazia? Attenzione agli scivoloni volontaristici, sentimentalistici o peggio psicologistici. Si parte dall’etica? Non credo. Si parte dalla Fede. Comunque, lasciando andare le questioni linguistiche e le diverse ermeneutiche dell’unica Verità, e ritornando sul tema dell’omosessualità (e a proposito: se qualcuno le chiede se le piacciono le donne o gli uomini, Lei cosa risponde? Sono un uomo e basta?) io insisto: il problema non è l’identità di genere – come si può condannare un uomo perché si percepisce più come donna che come uomo? -, ma il comportamento che ne deriva che strumentalizza il corpo e i rapporti affettivi. E’ lì la deviazione. Il linguaggio di San Paolo o dei Padri su questo argomento è semplicemente inadeguato e poco o nulla evangelico. Spiace dirlo ma è così. Non troverà una sola riga nei Vangeli di condanna esplicita o implicita degli “omosessuali” (li chiami come vuole), anzi se si va a fondo si rischia di trovare la prova contraria. Per finire, il problema non è chi si prende o non si prende la responsabilità di ammettere la liceità di certi comportamenti. Il problema è di indicare la Via che esclude per sua stessa natura tutti quei comportamenti reprobi che ci allontanano da noi stessi, dagli altri e da Dio. Mi scuso per l’intemperanza polemica, ma a volte ho l’impressione che interessi più affermare il proprio punto di vista che confrontarlo con quello degli altri.

    RispondiElimina
  10. esiste una gnosi cristiana legittima anzi da riscoprire il retto agire procede dal retto conoscere dei Principi religiosi e metafisici in attesa di arrivare al centro a Dio ma solo a pochi è dato per GRAZIA di Dio ,nessun dubbio sulle cadute sentimentali moralistiche o psicologiche ma il percorso è fatto di tappe è una certa gnosi spuria che vuole scavalcare l'etica puntando solo su una presunta conoscenza raggiunta questa si potrebbe agire al di là del bene e del male , di esempi storici abbondano e con le sue aberrazioni.....si potrebbe risalire anche un Omero che da il titolo di divino al porcaio di Ulisse che lo accoglie senza riconoscerlo rispettando la tradizione sacra dell'ospitalità allo straniero e il porcaio non è un re aristocrate sapiente o sacerdote....

    i suoi amici devono rispondere a una domanda senza nascondersi concordo forse sono stato troppo rigido ma ribadisco che la Tradizione non la possiamo cambiare noi adesso facilmente ,nel vangelo non si parla di questi temi ma nemmeno possiamo parlare a nome di Cristo pensando che lui benedica le coppie omo ...

    .è lei che vuole affermare il suo punto di vista fuori da tutte le tradizioni e allora è meglio prendersi la responsabilità del cambiamento tenendo presente che San Paolo era un uomo del suo tempo inculturato in certo modo ma sempre era un San Paolo mentre lei ha una visione più aperta e colta di lui ma non ha nessuna investitura dall'alto ....per adesso......

    RispondiElimina
  11. Caro Amico,
    ne convengo: noi qui non parliamo a "nome e per conto di Cristo", ma a nome e per conto di noi stessi. Rappresentiamo semplicemente delle idee e un punto di vista ideale che predichiamo con rispetto, liberalità e senza fanatismi. Fino a prova contraria, siamo cattolici attratti dal pensiero conservatore in tutte o quasi le sue declinazioni, ma abbiamo una nostra precisa fisionomia e identità. Detto questo, non so perché Lei continui ad attribuirmi qualcosa che io non ho mai detto. Pubblicando le dichiarazioni del Gran Rabbino di Francia ho voluto proprio negare validità e legittimità etica e sociale al cosiddetto “matrimonio gay”. Poi, possiamo stare tranquilli sul fatto che mai la Chiesa ammetterà o riconoscerà un simile matrimonio (certo ci aspettiamo parole più decise). Che le parole di San Paolo o dei Padri della Chiesa siano del tutto inadeguate e improprie (sono appunto legate a tempi e circostanze differenti) non significa che chi le ha pronunciate perda automaticamente di autorità. Se tali parole fossero state inappellabili, il Magistero le avrebbe, per così dire, dogmatizzate, ma così non stato. Le parole vanno sempre interpretate e calate nella realtà. Ricordiamo sempre che la “lettera” uccide, spesso più della spada. L’Autorità spirituale invece è altra faccenda e non ha bisogno di essere difesa da nessuno: sa benissimo difendersi e imporsi da sé. Quando c’è ovviamente.

    RispondiElimina
  12. Fa caldo... fa molto caldo... fa troppo caldo...

    RispondiElimina
  13. Caro Dalma, hai ragione! corro a prendere del nitrato d'argento e dell'olio di trementina, pare molto efficaci per curare i deliri o gli esaurimenti da calore.

    RispondiElimina
  14. mi sembra un'ironia fuori luogo ......ho capito che lei è contrario al matrimonio e concordo ma lei non ha capito il mio discorso .....la questione è se questi rapporti pratici sessuali siano peccato si o no......tutti i padri della chiesa e i dottori anche di tutte le religioni dicono di si ...adesso lei dice di rivedere la cosa ed è lecito ma sarebbe una rivoluzione ....non ho detto nulla di strano.....forse ho sbagliato sito.....cordialità

    RispondiElimina
  15. Caro Amico,
    innanzitutto non se la prende per la boutade di Dalmazio: un po’ di sana ironia anche nei discorsi seri o serissimi non guasta mai. Mi par di capire da quella battuta che secondo il Nostro ne abbiamo dette di grosse. Può essere. Ma tornando alla questione da Lei sollevata e prima che il nitrato d’argento cominci a sortire il suo effetto, io penso che forse bisognerebbe prima capire bene di cosa stiamo parlando. Non c’è unanimità della Tradizione sui “comportamenti sessuali”, anzi. Diciamo che sovente prevale o è prevalso un sentimento sessuofobico anche da parte dei Padri, ma, ripeto, non in tutti i Padri e non nei Vangeli. Nell’islamismo ad esempio prevale una certa permissività; in India c’è l’idea della sessualità come “energia divinizzante” e così via. Quello che io sostengo è di cercare di non ragionare come dei protestanti bigotti. Non è l’atto sessuale in sé che va giudicato (a meno che non si configuri come violenza o come coercizione della volontà altrui e simili), ma l’intenzione di chi lo compie, i condizionamenti culturali, psicologici, ecc. ecc. che vi stanno dietro. Ed è proprio ciò che c’è dietro che andrebbe INDAGATO (non giudicato) ed eventualmente chiarito. Affinché qualsiasi nostra azione, comportamento, gesto risulti sempre più vero e soprattutto COSCIENTE. Si deve capire che l’erotizzazione di massa che la società occidentale sta subendo ormai da anni è una forma di “controllo” e di condizionamento mentale e sociale. E’ su questo che la Religione deve spendere qualche parola e fare chiarezza. Se diciamo semplicemente “è peccato” non solo non risolviamo nulla, ma banalizziamo il problema e facciamo regredire noi stessi e la religione che diciamo di rappresentare a un livello quasi tribale. L’omosessualità è diventata oggi (quello che fu interessa solo da un punto di vista archeologico) uno strumento privilegiato per assestare il colpo definito alla “società cristiana” e alla vera identità umano-divina dell’uomo. E’ questo che bisognerebbe sforzarsi di far capire innanzitutto agli omosessuali.

    RispondiElimina
  16. per il caldo un buon bicchiere di vino bianco fresco non si nega a nessuno tantomeno al sig. Dalmazio....sulla questione possiamo chiuderla abbiamo detto molto forse troppo specialmente io.....il blog meriterebbe una partecipazione maggiore di più persone.....ovviamente siamo ospiti a casa sua......

    RispondiElimina
  17. Grazie Sig. Costa per la pazienza e il tempo che ha dedicato a questo piccolo dibattito. Speriamo solo di aver detto qualcosa di utile se non altro alla riflessione nostra e di quei pochi che magari ci hanno letto. In fondo questo blog non ha altro scopo. Un caro saluto e à la prochaine

    RispondiElimina
  18. Perdonami Aldo, ma dire che le parole della Scrittura, financo quelle di Paolo (che nemmeno io, per così dire, leggo con un " particolar trasporto" pari ad altri Scritti), e quelle dei Padri, sono legate ai tempi, improprie, inadeguate, e non inappellabili... rischia di significare in chi legge, benché il Tuo proposito sia certamente altro, che ognuno può dare alle Scritture e alla Tradizione, il senso e il valore che gli pare più opportuno in un dato momento storico o in una data condizione personale, o rigettarne alcune parti secondo proprio comodo.
    A me pare che le Scritture, e Gesù Cristo non ha abolito la Legge e i Profeti, men che meno la Genesi, siano piuttosto chiare. E pure nel Vangelo, il rapporto di coppia è sempre indicato dalla relazione “uomo-donna”, credo non casualmente. Difficile dunque, liquidare quanto scrivono, ancorché con parole dure, Paolo e i Padri, ma anche altri Santi e Saggi.
    Ti dico ciò con il sorriso, giacché ci troviamo sempre d'accordo su tutto, e mi fa sorridere, almeno in questo, trovarci un po' diversi, o almeno così sembra.
    Ordunque, dacché il Signor Costa auspica la partecipazione d'altri alla discussione, proverò a esprimere la mia opinione.
    Sulle Scritture, sui Vangeli, e sul resto della Tradizione, che la Via sono e indicano, credo che sia ben difficile argomentare che l'omosessualità non sia considerata come un male, affermare che il perseverare in essa (così come in qualsiasi altro peccato), cioé il dichiararlo come cosa continuata o parte della propria identità, non siano indice di un allontanamento dalla Verità (in qual misura solo Dio lo sa). Se così non fosse, non vi sarebbe nulla da eccepire nemmeno sotto l'aspetto sociale e giuridico, del matrimonio, delle adozioni, eccetera (aspetto così ben analizzato dal Rabbino). È più che giusto non ragionare come bigotti, ma... stiamo pur attenti a non perdere la Strada Maestra.
    Ogni Tradizione particolare chiama all'Equilibrio. Il “peccato”, se si vuol usare questo termine spiccatamente biblico, è disequilibrio e divisione. Sentirsti “uomo” in un corpo di “donna”, o viceversa, non mi pare Equilibrio, ma piuttosto divisione (l'Androgino è ben altra cosa), e ciò si può notare dai frutti; se sia possibile riportare Equilibrio in una situazione del genere, e in qual modo, credo non sia affar di chi non si trovi in quella medesima situazione.
    Io non giudico nessuno, né mi preoccupo di mia iniziativa e se non richiesto del peccato altrui, giacché ho già i miei cui badare. Men che meno mi interessano le personalissime e private tendenze carnali degli altri, singolarmente presi. Non vado ad urlare in piazza quali siano i miei appettiti sessuali, né i miei peccati, né lo fanno le persone che reputo amici, e gradirei che non lo facessero nemmeno gli altri. In altri termini, del mio privato, non “dichiaro” alcunché, e credo che nessuno sia tenuto a farlo, specialmente se non ha poi la forza di ascoltare anche pareri diversi dai suoi.
    Sta a Dio riportare Equilibrio, dare Giustificazione alle singole persone, nonostante il loro peccato (“nonostante il peccato”, non già “d'accordo o insieme con il peccato”, specie se continuato), ma sta all'uomo riconoscerlo, ravvedersi da esso, e starne poi lontano. Persino indicarlo ai fratelli e aiutarli nella lotta.
    E proprio quel Paolo, che tanto potrebbe essere inviso alla “fazione LGBT”, perché così chiaro nel denunciare l'omosessualità come peccato, proprio lui avrebbe meglio potuto (se mai tal cosa avesse un senso) esser “il santo” loro, altro che San Sebastiano! Proprio lui, che non si giudicava neppure da sé stesso, e aveva una spina nella carne che, per quanto deprecasse, non poteva togliere. Epperò si sforzava di farlo, e chiedeva a Dio di toglierla, e non se ne compiaceva.
    Insomma: non sono certo per la lapidazione ma, nei casi di “omosessualità dichiarata”, che è un po' come dire “continuata” o “compiaciuta”, nemmeno per la patente di santità. Solo l'Altissimo conosce il Cuore e la Sorte degli uomini. E Suo sarà il Giudizio Perfettissimo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sig. Miles non vorrei adesso prendere le difese del Sig. Aldous che non ne ha bisogno ma si potrebbe dire solo che la Verità del Vangelo è solo una parte il resto come disse il Cristo arriverà lo spirito e dirà la Verità tutta intera il problema è che vedo poche persone ispirate dallo spirito e poi chi stabilisce che sia verità o errore....grande responsabilità......... San Paolo con i suoi limiti culturali di sicuro non conosceva l'omosessualità come stato permanente ma solo atti sessuali sodomiti compiuti da uomini che si abbandonavano al vizio e su questo il peccato grave rimane ....pensiamo ai Romani molti etero non sdegnavano per umiliare i servi di sodomizzarli si parlava in periodo cristiano di stupro e con ragione.....se si accetta la cosa come normale come alcuni vescovi e cardinali propongono allora ci sarebbe bisogno di un percorso per loro con benedizione delle coppie senza parlare di matrimonio....ma dire che devono essere casti per tutta la vita non potendosi sposare mi sembra una presa per il culo e crudele e poi nel catechismo non hanno cambiato che rientra tra i peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio quindi le parole moderate dei preti sono una falsa la solita tecnica gesuita ......abbiamo il privilegio o la sfortuna di vivere in un tempo che non ha uguali nella storia forse.....e siamo chiamati nel piccolo a grandi responsabilità.....e grandi onori .....

      cordialità

      Elimina
  19. Carissimo Luca, intanto grazie per il tuo lungo commento e per i validi spunti che ci offri. Intanto ti dirò che non è mio compito quello di rappresentare il Magistero ecclesiale. Il mio compito, molto più modestamente e come forse ho già avuto modo di dire, è solo ed esclusivamente quello di proporre delle riflessioni e di rappresentare delle idee, ma sempre nel rispetto delle fonti della Fede (Scrittura, Tradizione, Magistero). Rispetto però che non diventa mai cieca accondiscendenza. Credo che sia legittimo cercare di “attualizzare” certe parole e certi discorsi che in una realtà diversa dalla nostra avevano sicuramente un significato diverso. Attualizzare non significa relativizzare o negare. Poi rimane sempre possibile che sia io a non aver capito o frainteso o a non saperne abbastanza. Detto questo, per un giudizio conclusivo, ci si affida appunto al Magistero. Se poi il Magistero non si pronuncia o non si pronuncia con sufficiente chiarezza, spetta a noi cattolici-laici esortarlo a farlo.
    Sul tema, ma solo per farti notare la scivolosità di certe posizioni arcaiche, ti ricordo che nella Bibbia e segnatamente in Levitico (non ricordo esattamente in quale versetto, ma puoi controllare) era dato ordine di “uccidere” gli omosessuali maschi. Non credo che Gesù, pur rispettando la Legge dei Padri, avrebbe mai avallato una prescrizione simile. Per quello che ci risulta la posizione della Chiesa espressa nell’ultimo Catechismo voluto da San Giovanni Paolo II si limitava a dire che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati”. Per estensione dovremmo dire che lo sono pure quelli degli eterosessuali che praticano sesso per puro piacere o per divertimento o simili, non credi? Per non parlare dei cosiddetti “pedofili” (quelli li arrestiamo, ma magari andrebbero fatti curare) e sui quali non mi pare ci siano pronunciamenti dei Padri della Chiesa (e sui “trans”?). Circa San Paolo, il nostro grande Apostolo che prego ed onoro, vorrei ricordarti che non negò mai la legittimità della schiavitù e che anzi invitava gli schiavi ad essere sottomessi in tutto ai loro padroni. Similmente si pronunciò sull’assoggetamento completo della donna all’uomo. Quindi, caro Luca, se dovessimo attenerci con il rigore che tu suggerisci alle parole dei nostri “maestri” correremmo il rischio di sbandamenti non solo religiosi e spirituali ma persino civili e penali.
    Ogni Tradizione chiama all’equilibrio. Giusto! E che l’Equilibrio dovrebbe essere la norma è pure altrettanto giusto. Ma siamo realisti. Noi stiamo parlando di uno squilibrio che si regge su altri squilibri: squilibri sociali, squilibri psicologici, squilibri affettivi, ecc. ecc. E’ una situazione radicalmente diversa da quella del passato e a cui si possano applicare le parole dei Padri – posto che quelle parole fossero ben misurate e non eccessive come io continuo a ritenere.
    Sul fatto che i “comportamenti sessuali” non debbano essere messi in piazza, mi trovo pienamente d’accordo e se mi rileggi ne troverai conferma.
    La “patente” di santità, mio caro Luca, non può essere prerogativa dei “normali” o dei “politicamente e socialmente corretti”. Vi possono accedere anche “pubblicani e prostitute”. Forse perché è più facile accorgersi dei propri errori se questi sono evidenti e lampanti. Pensa a quanto è più grande il rischio di “fariseismo” di noi cosiddetti “normali”. Per il resto ribadisco che condivido totalmente il punto di vista del Gran Rabbino di Francia.
    Un grande abbraccio

    RispondiElimina
  20. Intanto mi scuso per la lungaggine dell'intervento. Come già ho avuto modo di dire altrove con il Signor Aldo, trattasi di argomento spinoso, dove il rischio è quello d'essere fraintesi a ogni passo, nel tono e nel significato. Per questo ho cercato di precisare meglio possibile ciò che volevo esprimere. E anche ora vorrei essere più breve, ma dubito di riuscirvi.
    Paolo non piace. E sia. Citare il Catechismo non aiuta la tesi che vedrebbe nell'omosessualità una condotta non peccaminosa, o comunque non in contrasto con la Tradizione. Rispetto per le Fonti, ma non accondiscendenza. Quindi, lasciamo pure un attimo da parte Paolo, il Magistero, il Catechismo.
    Signor Costa, mi perdoni, ma non posso esimermi dal dire, con ogni pacatezza, che l'affermazione che fa sullo Spirito di Verità mi lascia sconcertato. Lo Spirito che attesta la Verità, e soprattutto dà discernimento su Verità ed errore, non deve venire. È già venuto dopo la Crocifissione. È lo Spirito Santo, con i Suoi Doni, e ce l'hanno tutti i Credenti. E lo dovrebbe sapere e conoscere ogni “cristiano”. Ma Lei dice che son pochi, e ha ragione da vendere. Allora? Ci abbandoniamo al caos, al relativismo imperante, e diventiamo tutti massoni...?
    Sul Vangelo però, non si può proprio sorvolare (altrimenti non si potrebbe più parlare né di rispetto né di accondiscendenza, ma saremmo piuttosto nella mancanza o nella mutilazione di Fonti), e il Vangelo rimanda alla Legge. La Legge, e segnatamente il Levitico (simili prescrizioni nel Corano o altrove) non stati aboliti dal Vangelo, ma sono stati portati a compimento. Ossia, non sono più prescrizioni giuridiche e giudiziarie, ma indicazioni spirituali. Non si lapiderà e ucciderà più nessuno, ma la condotta vietata, rimane vietata. Ne è esempio simile, nel Vangelo, l'incontro del Sommo Maestro con la peccatrice. Essa avrebbe dovuto essere lapidata secondo la Legge. Ma il Signore le dice “và e non peccare più”. Credo sia palese: la peccatrice, tale secondo la Legge, non è condannata in quel momento nemmeno da Gesù, ed è perdonata; nessuno può lapidarla, ma il peccato resta tale, la “scorrettezza” del comportamento non è abolita, ed essa deve ravvedersi da esso.
    Nelle ultime righe di Aldo è scritto che la patente di santità non è perogativa dei “normali”. Dipende cosa si intende per normale. Se ci fosse un Perfetto, sarebbe già passato ad Altra Vita. Tutti siamo peccatori, nessuno è “normale”, e nessuno, su questa terra, può giudicare alcun altro. Questo ci evita ogni condotta “farisaica”. Ma identificare un peccato, qualunque esso sia, non è condannare o essere simili ai farisei, è invece il primo passo per allontanarsene, e diventare un po' più “normale”.
    Ancor dall'amico Aldo è detto che alla Santità “vi possono accedere anche pubblicani e prostitute”. È qui l'inghippo, se mi passate il termine... Iddio perdona come alla peccatrice, ma non è solidale col peccato. Altrimenti le avrebbe detto “continua pure a peccare, tanto non ti condannerà più nessuno”, ma invece le dice “và e non peccare più”: questa è la Via, ed è la Via per la Certezza.
    Se uno dichiara il suo peccato, qualunque esso sia, come cosa assodata o normale, o addirittura conforme alla Volontà di Dio o alla Tradizione, se uno non lotta e non fatica contro di esso.. nessuno sulla terra potrà permettersi di dire che questo tale sia destinato alle fiamme dell'inferno, ma costui non può nemmeno permettersi il lusso di dichiararsi già santo o di avere certezza della sua sorte nei Cieli.
    Il disordine quasi totale non autorizza certo noi ad accondiscedere o venire a patti con esso. Ravvedersi e combattere portano Perdono e Grazia senza dubbio alcuno. Non ravvedersi e non combattere non possiamo dire dove portano ma, proprio per questo, non donano alcuna certezza sull'Esito del Giudizio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sig. Miles lo spirito è già venuto ma come ha scritto il sig. Aldous nel vangelo non si parla di omosessualità e il Cristo non abolisce la legge ma cambia non poche cose....e la verità tutta intera potrebbe ribaltare non poche cose ma fino a quel tempo conviene esser prudenti....io la penso come lei ma il cristianesimo ha la colpa storica di aver fatto vivere per secoli queste persone in maniera poco umana.....l'eredità semita ha portato non pochi problemi....san Paolo parlava della donna velata e sottomessa era ispirato dallo spirito? e adesso che abbiamo cambiato questa cosa che accetta anche la chiesa per coerenza ci dovrebbero essere anche cambiamenti teologici e metafisici ,aspetto femminile di Dio per es. , sta crollando tutto TUTTO e forse è proprio LUI che distrugge le nostre false certezze anche bibliche e religiose...dobbiamo evitare cadute progressiste o conservatorismi ciechi ....

      Elimina
  21. Carissimo Luca,
    grazie per la replica. Cercherò di essere conciso al massimo per non generare ulteriori equivoci. Quando ho parlato di noi “normali” intendevo dire noi “eterosessuali” (una normalità tra virgolette, visto che siamo più o meno tutti degli scriteriati). Circa l’omosessualità mi sembra ci sia una confusione. Una cosa è l’omosessualità che è un problema di percezione della propria identità di genere e altro sono le “pratiche omosessuali“. Ora credo che nessuno possa sensatamente accanirsi contro una condizione di fatto (altra cosa è, per l’appunto, il riconoscimento giuridico che diventa una questione di “diritto” e di regolamentazione giurisprudenziale di quella condizione) e appiccicarle un marchio di infamia o di ignominia. Una cosa del genere sarebbe semplicemente disumana e personalmente la trovo riprovevole. Quello che io ho cercato di dire è che sul piano dei comportamenti quello che OGGI fa un eterosessuale non è molto diverso da quello che fa un omosessuale. Entrambi sono dei trasgressori dal punto di vista della religione che professiamo. E quindi non si tratta di essere “solidali col peccato”, ma di capire e individuare il vero problema. Ribadisco che OGGI la questione vera non è l’omosessualità, ma il fatto culturale, ideologico e demoniaco che cerca di strumentalizzarla. Dobbiamo affrontare con buoni argomenti e con la preghiera una cricca sempre più numerosa di massimalisti della rivoluzione sessuale che mirano a distruggere le basi stesse della convivenza umana e civile e impedire agli uomini di “redimersi”.

    RispondiElimina
  22. Grazie a tutti voi per questa interessante discussione. A leggere le varie riflessioni mi sento di sposare le ultime riflessioni del Miles Armatus che ci forniscono, a mio modestissimo parere, l'interpretazione più fedele della nostra Tradizione. Mi viene però anche da chiedermi come declinarle nella nostra società, così complessa. Mi chiedo cioè come mi comporterei se avessi degli amici che sono omosessuali ma cercano Dio. E poi ancora, per aumentare il grado di difficoltà, come sconfiggere quel fronte ideologicizzato che vuole sovvertire le nostre leggi civili? Bisogna forse imparare ad essere astuti come serpi oltre che puri come colombe (passo evangelico per me da meditare): cioè imparare a dividere il nemico che è quanto mai pericoloso. Ecco, da questo punto di vista condivido la riflessione di Aldous, oltre che il suo invito alla preghiera.

    cordiali saluti

    Paolo C.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gentile Signor Paolo, se ha trovato qualcosa di buono nelle mie parole ne sono felice.
      Per i suoi amici, al di là di ogni nostra discussione sul tema, non abbia timore... chiunque cerca Dio con cuore puro, Lo trova. E sempre Egli rimette in discussione tutto ciò che riguarda la nostra vita....
      Per quel che riguarda quel "fronte" di cui Lei parla.. è giusto combatterlo.. ma dubito che vi siano possibilità di sconfiggerlo.. verrà la Vittoria Finale nel Giorno Stabilito..
      Le auguro ogni bene

      Elimina
    2. Gentile Miles Armatus,
      grazie per la cortese risposta. Dice bene che si deve combattere se si hanno le forze e le armi forgiate. Ma in mancanza di èlite politiche, ben venga anche la lotta spirituale in attesa del Ritorno di Nostro Signore.

      Ricambio gli auguri
      Paolo C.

      Elimina
  23. Caro Aldo, dalla Tua ultima, si potrebbe dire che siamo giunti a conclusioni pressoché eguali, attraverso strade diverse e riflessioni diverse.
    Il problema principale resta senza dubbio alcuno la strumentalizzazione, da parte d'altri poteri, della questione. Problema il cui seguito e le cui conseguenze future mi paiono ovvi....
    Credo che rimanga più d'un aspetto della questione aperto, ma quanto sopra direi che basta e avanza quale spunto di riflessione...!
    Un caro abbraccio a Te, e un ringraziamento a tutti coloro che hanno animato la disquisizione.

    RispondiElimina
  24. Grazie a te Miles Armatus e grazie anche agli altri amici che hanno contribuito con i loro interventi ad arricchire la discussione.

    RispondiElimina
  25. Caro Aldous,

    Stavo provando ad aprire il documento intero messo nel link, ma purtroppo dà errore e non è visualizzabile.
    Potresti riprovare a mettere il link, magari in risposta al mio commento?
    Cari Saluti,
    Robertus

    RispondiElimina
  26. Caro Robertus, hai ragione. Prova questo:
    www.dehoniane.it:9080/komodo/trunk/webapp/web/.../20130155.pdf

    RispondiElimina