26/04/26
Silvano Panunzio e la Conservazione Rivoluzionaria recensito da Giovanni Sessa
Tra le opere, assai numerose, di Silvano Panunzio, un ruolo davvero dirimente,
al fine della comprensione del suo iter intellettuale e spirituale, è
rappresentato da, La Conservazione Rivoluzionaria, uscita in prima edizione nel
1996. Il libro è tornato da poco nelle librerie per i tipi di Iduna Edizioni con
il titolo, Metapolitica 3. La Roma eterna e la nuova Gerusalemme. La
Conservazione Rivoluzionaria (per ordini: associazione.iduna@gmail.com).
L’ottima curatela la si deve ad Aldo La Fata, l’introduzione, organica e
contestualizzante, porta la firma di Roberto Russano. Panunzio, quando scrisse
queste pagine, era quasi ottantenne e aveva ormai acquisito contezza di non
poter portare a termine il grande progetto editoriale del, Corso sacro di
Dottrina dello Spirito, annunciato nel 1975. Era, tra l’altro, impegnato nella
direzione della rivista «Metapolitica», che gli sottraeva tempo ed energie. A
parere di chi scrive, La Conservazione Rivoluzionaria, è davvero testo di
rilievo, una sintesi chiara e compiuta della visione del mondo del pensatore
ferrarese. Il libro è strutturato in due grandi quadri tematici: il quadro
anteriore: «È dedicato a un’analisi delle vicende politiche e ideologiche del
[…] secolo breve» (p. 13). In esso, l’autore fa sostanzialmente i conti con il
fascismo e con il mondo culturale da cui sortì l’ideologia del regime; nel
quadro ulteriore, al centro dell’analisi è posta quella che Panunzio
considerava: «L’imminente svolta metapolitica del Duemila» (p. 13). L’esegesi
svolta nella prima parte, lo ricorda Russano, è imperniata attorno alla critica
del volume di Marcello Veneziani del 1987, La Rivoluzione Conservatrice in
Italia. Nelle sue pagine, l’intellettuale pugliese ricostruiva gli assunti di
fondo dell’ideologia italiana, inserendola di fatto nel contenitore, per molti
tratti eterogeneo, della Konservative Revolutoin tedesca. Per il pensatore di
Ferrara tale accostamento risulterebbe fuorviante, in quanto i due contesti
storici, italiano e tedesco, mostrerebbero a ben vedere, tratti differenti.
Richiama, così, esplicitamente il contributo fornito in tema dal padre, il
filosofo del diritto e della politica Sergio Panunzio, che aveva definito il
fascismo una Conservazione Rivoluzionaria. Questa, per dirla con Primo Siena,
che fu vicino a Silvano: «costituiva la rettificazione sacrale e romana della
“Rivoluzione Conservatrice” di matrice teutonica, dove il senso del sacro
restava purtroppo oscurato o addirittura capovolto» (p. 19). La prospettiva
panunziana, infatti, legge la tradizione cattolica come imprescindibile.
Etimologicamente, “cattolico” significa “universale” e, come tale, comprende
l’:«immenso patrimonio della Tradizione universale» (p. 22). Il quadro ulteriore
chiarisce al meglio tale affermazione apodittica. Qui, Panunzio: «morfologo
della storia si coniuga e si completa con quello profetico, apocalittico ed
escatologico» (p. 19). Con la caduta del comunismo, prevista dal nostro autore
con largo anticipo, nel mondo si affermava, agli esordi del secolo XXI, il
capitalismo della dismisura globalizzante, il capitalismo cognitivo e
computazionale etrodiretto dalle forze criptopolitiche. Si annunciava, pertanto,
il falso mito della fine della storia suffragato dal domino del pensiero unico,
dall’ideologia gender e dalla cultura woke. L’unica istituzione atta a svolgere
un ruolo katechontico nel confronti del neo-liberismo dissolvente ogni identità
è, per Panunzio, la Chiesa cattolica: «una realtà autenticamente
rivoluzionaria-conservatrice […] in grado di dare linfa vitale al proprio
patrimonio tradizionale, adattandolo al corso della storia senza intaccare la
sostanza trascendente» (p. 20). In tale contesto, il Nostro pare apprezzare, a
parere di chi scrive inopinatamente, la teologia della liberazione, giungendo ad
anticipare alcune tematiche del pontificato di Papa Francesco, in linea con la
tradizione gesuitica. La visione di Panunzio è sostanziata da riferimenti
profetici afferenti alla tradizione mariana e micaelita, alla luce della quale
lo scontro in atto tra sovversione e conservazione rivoluzionaria vedrebbe in
campo, da una pare i sostenitori degli aspetti deteriori della tradizione vetero
testamentaria e, dall’altro, gli autentici interpreti di quella neo
testamentaria. Egli: «vede approssimarsi la fine del presente ciclo storico
entro la prima metà del XXI secolo» (p. 21). È certo di vivere in un’età
escatologica ed apocalittica che, a breve, avrebbe conosciuto la “fine di un
mondo” e, profeticamente, allude al Nuovo Evo che, a essa, avrebbe fatto
seguito. La sua descrizione della nuova età pare sintonica a quanto statuito, a
proposito della “società della decrescita”, da Serge Latouche. Solo la sobrietà
di vita e spirito può, a suo dire, consentire il ritorno alla: «ripartizione
funzionale delle società tradizionali» (p. 24). Consiglia, a quanti vogliano
“resistere” alla dissoluzione in atto, cinque disposizioni fondamentali: 1)
pregare; 2) operare; 3) dedicarsi allo studio; 4) darsi una disciplina; 5)
sacrificarsi. Tali disposizioni devono essere sostanziate da umiltà. Chi scrive
è alieno da qualsivoglia storicismo, dalle escatologie progressive e regressive,
solo apparentemente diverse tra loro, quindi si colloca in orizzonti culturali
altri rispetto a quelli presentati da Panunzio in queste pagine. Nonostante ciò,
per la sua complessità, originalità e organicità, l’opera di Panunzio merita
considerazione. Oggi, compito essenziale della cultura non-conforme, è quello di
ri-pensare la Conservazione Rivoluzionaria, alla luce della realtà
dell’info-sfera nella quale viviamo. Allo scopo, ci pare necessario porsi oltre
le visioni apocalittiche e salvifiche, ma anche oltre l’accettazione acritica
del presente. Occorre tornare a guardare, con altri occhi, alla vita nuda, nella
prospettiva che da tempo ci ostiniamo a definire lógos physikós.
Silvano Panunzio, Metapolitica 3. La Roma eterna e la nuova Gerusalemme, a cura di Aldo La Fata, introduzione di Roberto Russano, Iduna, pp. 227, euro 20,00.
Fonte: https://heliopolisedizioni.com/rivista-scuola-romana-di-filosofia-politica.html
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