28/06/16

Medjugorje: la menzogna in atto



E’ allo scopo di meglio chiarire la posizione del Corriere metapolitico sulla controversa vicenda di Medjugorje che abbiamo deciso di scrivere quanto segue. L’argomento si presterebbe a innumerevoli altre valutazioni che per ragioni di spazio rimandiamo ad altra occasione.

La Chiesa

Per quanto riguarda la posizione ufficiale della Chiesa, si sono dovuti attendere una decina d’anni per un primo responso (ricordiamo che la prima apparizione risale al 1981). Il 10 aprile 1991 i vescovi dell’allora Jugoslavia, riuniti a Zara, emisero la seguente dichiarazione: “sulla base di quanto finora si è potuto investigare, non si può affermare che abbiamo a che fare con apparizioni e rivelazioni soprannaturali”. Vent’anni dopo, esattamente nel marzo 2010, la Santa Sede istituisce, per volontà di Benedetto XVI, una “Commissione internazionale di inchiesta” per indagare sui fatti, composta da vescovi, teologi ed altri esperti e presieduta dal cardinale Camillo Ruini. I lavori della Commissione sarebbero terminati già un anno fa, ma stranamente ancora non se ne sa nulla.

I Papi

I tre papi che si sono succeduti sul trono di Pietro dalla fatidica data della prima apparizione non hanno, come d’altronde è prassi, dichiarato pubblicamente la loro posizione, anche se è confermato da testimoni autorevoli che in via privata e confidenziale Giovanni Paolo II si dicesse certo della sua autenticità. C’è, tra l’altro, una distanza temporale di poco più di un mese tra l’attentato cruento del 13 maggio a Sua Santità e la presunta apparizione del 24 giugno. E’ sicuramente possibile che la coincidenza non sia del tutto casuale, ma non nel senso immaginato da Antonio Socci secondo il quale “le apparizioni iniziarono all’indomani dell’attentato al papa, come per accompagnare e sostenere la seconda fase del suo pontificato. Nell’ipotesi che le apparizioni, come noi riteniamo, non siano vere ma “artefatte”, anche la scelta della data deve rispondere a una logica umana di pura convenienza.
Tornando a Giovanni Paolo II, non si può non ricordare che  “Totus Tuus”, “Tutto Tuo”, era il motto apostolico del suo pontificato, espressione efficace della sua fortissima devozione mariana.  Questa “passione” per la Madre di Gesù e della Chiesa, lo rendeva forse meno obiettivo e distaccato  nei confronti del fenomeno delle “apparizioni”, quasi sempre assai difficili da discernere. Per lo stesso motivo si convinse di essere lui il misterioso personaggio descritto da Lucia di Fatima nella famosa visione apocalittica, contro l’evidenza di una descrizione che poteva anche far pensare ad altro. Il “riconoscervi il suo proprio destino” (Il messaggio di Fatima, Congregazione per la dottrina della fede, giugno 2000) finì con lo svuotare di ulteriori significati quella visione che così sarebbe stata presto dimenticata e messa da parte. Quel che accadde in seguito lo sappiamo: Medjugorje prese in tutto e per tutto il posto di Fatima senza più nessuno a impedirlo (lo schema adottato fu il seguente: A e B procedono dalle stesse cause, ma siccome B viene dopo A, allora B che deve contenere per forza qualcosa di più di A, sostituisce definitivamente A).
Per quanto riguarda la posizione di Benedetto XVI,  non risultano indiscrezioni, né confidenze fatte a Tizio o a Caio. Socci riteneva e forse ancora ritiene, che anche lui sia segretamente convinto dall’autenticità delle apparizioni, ma nulla nelle sue azioni e nelle sue parole sembra farlo pensare. L’unica cosa certa è che a lui si deve la creazione della Commissione d’inchiesta. A nostro avviso, il vero scopo della Commissione, lo diciamo a tutti i medjugurjani entusiasti, non è certo quello di pronunciarsi in modo definitivo sulla natura delle apparizioni (cosa tra l’altro impossibile dal momento che a dire dei “veggenti” le apparizioni non sarebbero ancora terminate), ma solo un modo “pastorale” per cercare di recuperare una situazione ampiamente sfuggita di mano e per poterla in seguito gestire e governare dall’alto. Lo si vedrà.
Veniamo infine a Papa Francesco che, com’è noto, ha anche lui una grandissima devozione per la figura della madre di Gesù. Di Francesco I è documentata sia la venerazione per la Tilda, l’immagine della “Lupita” o Madonna di Guadalupe, sia per l’icona di Maria Salus Popoli Romani attribuita a San Luca e custodita nella basilica romana di Santa Maria Maggiore, a cui il Papa porta i fiori al ritorno di ogni suo viaggio. Non risulta invece alcuna devozione per la Madonna di Medjugorje (“Gospa” in lingua croata), anzi. Qui ricordiamo solo alcune sue “battute” del tipo “la madonna non è un postino” e il “ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio?”.

Gli intellettuali cattolici

Veniamo alla posizione degli intellettuali cattolici più in vista, relativamente al nostro paese. Vittorio Messori, ad esempio, ha parlato di una “catastrofe”, addirittura di un pericolo “scisma” nel caso in cui la citata Commissione si pronunci sulla non autenticità delle apparizioni (è quello che nel gergo dei disinformatori si chiama “lo schema del pendio scivoloso”: un fatto deve essere per forza vero, perché se non lo fosse le conseguenze sarebbero terribili). Un intervento il suo, che è sembrato a molti osservatori quasi un ricatto o comunque un tentativo di forzare la mano alla Chiesa, cercando di orientarla verso un giudizio positivo. Ora, come apologeta, scrittore cattolico e “storico delle apparizioni”, Messori ha senza dubbio dei grandissimi meriti che non vanno dimenticati e di cui gli siamo debitori, ma certi suoi ragionamenti che costringono la Madonna dentro uno schema quasi obbligato di “rivelazioni progressive” e scadenzate a noi francamente sembrano del tutto fuori luogo. Perché non ammettere invece la possibilità che la Madonna non si curi delle false apparizione (come ha sempre fatto), o che smetta di manifestarsi per un lungo periodo di tempo? Non si possono rinchiudere dentro uno ragionamento umano, per quanto logicamente e teologicamente cogente, i “disegni di Dio”! In questo senso, sembra che in Messori ci sia un eccesso di razionalizzazione del mistero mariano che proprio a partire dalla dottrina cattolica è inaccettabile.
Altra autorevole voce molto ascoltata nel mondo cattolico è quella del già citato Antonio Socci.  Sul tema il nostro ha scritto un libro-inchiesta dal titolo “Mistero Medjugorje”. Socci sostiene ormai da qualche tempo che mentre a Medjugorje si avverte una sicura presenza dello Spirito, a Roma ormai è la catastrofe. Quindi giù critiche a non finire al Papa e alla Chiesa di Roma (e ben vengano, per carità, se sono giuste e ben ponderate), ma totale acritica accondiscendenza rispetto a tutto quello che proviene da Medjugorje. Il 17 agosto 2014 il veggente Ivan rende noto che la Madonna chiede di “pregare per l’amatissimo Santo Padre”, di pregare “per la sua missione, la missione della pace” (quindi prendiamo atto che il papa non è più un pastore di anime, ma…un pacifista!). Questa aberrazione teologica e spirituale messa in bocca alla Madonna non disturba per niente il defensor medjugorjae  Antonio Socci, che, contro il parere della voce che lui reputa autentica della Madre di Dio, mantiene ferma la sua posizione “anti-Bergoglio”. Quindi, delle due l’una: o Socci fa “orecchie da mercante”, oppure pensa che il veggente, almeno in questa occasione, abbia mentito. Tertium non datur. In tutte e due i casi Socci è messo piuttosto male e se fosse intellettualmente onesto dovrebbe come minimo prendersi una lunga pausa di riflessione. Ma niente, Socci va avanti come un treno tra articoli e libri venduti in tutto il mondo. The show must go on.
In verità, di altri intellettuali cattolici non c’è molto da dire. Franco Cardini, ad esempio, non sembra interessato neanche un po’ a Medjugorje (ne deduciamo che non ci creda). Massimo Introvigne invece, da buon sociologo delle sette, si limita genericamente a “mettere in guardia dai falsi veggenti” e si affida al verdetto della Commissione, ma anche lui non sembra per niente convinto. Cosa pensi infine un Maurizio Blondet francamente non l’abbiamo ancora capito. Il nostro pur non pronunciandosi si chiede: “può il diavolo consigliare digiuno e preghiera”? Quindi per lui l’evento straordinario c’è e si tratta solo di stabilire se viene dal Diavolo o da Dio. Esclude quindi la frode di origine umana. Sembra che Blondet, almeno una volta sia stato in pellegrinaggio a Medjugorje e che non voglia ferire la sensibilità di tutti quelli (e sono moltissimi) che ci credono. Una posizione che francamente non riusciamo proprio  a condividere e che, a conti fatti, fa il paio con quel tipo di ragionamenti che giustificano il male perché vi intravedono la possibilità di un bene maggiore. Insomma, il tradizionale fine che giustifica i mezzi. Cosa che può funzionare fino a un certo punto quando si parla della politica di uno Stato, ma che non funziona affatto nell’ambito di una religione e soprattutto della religione cristiana dove mezzi e fini devono coincidere sempre. Sennò, tanto vale tornare al paganesimo e già che ci siamo, reintrodurre pure il sacrificio rituale. 
Chiudiamo l’orizzonte con l’opinione dello storico cattolico Alberto Melloni. Invitato a una puntata del noto programma “Il tempo e la storia” condotto con brillante intelligenza da Massimo Bernardini dedicata alla storia delle “apparizioni”, fa capire chiaramente di non credere al carattere soprannaturale di considerarle fenomeni folkloristici o al più di religiosità e devozione popolare, un po’ sulla falsariga di un Ernesto de Martino, degni di rispetto e attenzione sì, ma senza che gli si debba attribuire eccessiva importanza. Il Vangelo, dice, è una cosa molto più seria e soprattutto più impegnativa per un cristiano rispetto a dei “messaggi” che devono per soprammercato essere interpretati con la massima prudenza dalla stessa Chiesa. Per quanto riguarda Medjugorje, preconizza  “un giudizio prudente” del Magistero, aggiungendo che secondo lui la Commissione capeggiata da Ruini indicherà “una soluzione a più livelli, articolata” e insomma, politically correct.

René Laurentin e i “segreti”

Per completezza, qui non possiamo astenerci dal riferire la posizione di uno studioso cattolico autorevole che fu anche amico e lettore della rivista “Metapolitica”, il famoso mariologo padre René Laurentin. Il padre è stato sempre ben disposto verso il presunto miracolo(1), ma qualche dubbio è venuto anche a lui. Per esempio, in un suo documento degli anni Novanta si stupiva delle dichiarazioni poco convincenti della veggente Mirjana Dragicevic (la seconda veggente a vedere la Vergine Maria nella prima apparizione del 24 giugno e oggi sicuramente la più istruita del gruppo e anche quella più in vista) a proposito dei cosiddetti “dieci segreti”. Fin dal 1984 infatti, la nostra aveva predisposto in tutta fretta un loro piano di rivelazione pubblica, come se di lì a poco, gli avvenimenti in essi predetti dovessero avverarsi. Tuttavia, fino al 1990 non era ancora accaduto nulla e allora il P. Laurentin si domandava giustamente in modo alquanto perplesso “come mai?”.  [R. Laurentin, Dernières nouvelles de Medjugorje, n° 9. Vers la révélation des 10 secrets?, O.E.I.L., Paris, 1990, p. 18].
Ora, tanto per rimanere sul tema dei segreti, non ci sono solo le contraddizioni di Mirjana, ma anche quelle degli altri veggenti. Nel “diario” di Vicka Ivankovic-Mijatovic (1964),  la più grande dei veggenti e la più disponibile al pubblico, leggiamo: 27 agosto 1981: “Le (alla Madonna) abbiamo chiesto del segno e Lei ha detto: Presto, ve l'ho promesso”; 29 agosto 1981: “Ivanka ha chiesto se ci avrebbe lasciato presto il segno. La B.M.V. ha detto: Ancora un po' di pazienza”; 30 agosto 1981: “Ma Jakov ha chiesto subito del segno e lei ha detto: Ancora solo un po' di pazienza”; 3 settembre 1981: “Jakov ha chiesto di nuovo del segno e la Madonna ha ripetuto: Ancora solo un po' di pazienza”. In seguito molte persone chiederanno del “segno”, ma Vicka, evidentemente imbeccata, farà dire alla Madonna un tranchant “si saprà quando sarà necessario”. Tre anni dopo toccherà a Mirjana  riprendere l’argomento, affermando che  “il momento è vicino”.  Trascorrono altri due anni e il 30 novembre 1985, dopo una presunta apparizione straordinaria, incentrata sul primo segreto, la stessa veggente, incalzata dalle domande dei presenti, buttare lì un: “Accadrà tra poco tempo”. Evidentemente la Madonna non ha idea di cosa significhi per noi “poco tempo” e le sue risposte sembrano solo espedienti psicologici per alimentare la curiosità di quanti sono disposti a crederle. Cattolicamente siamo alla parodia dell’Apocalisse.
E’ solo un esempio tra i tanti, ma questo modo di fare non può non suscitare una reazione indignata in ogni cattolico degno di questo nome. Ma i medjugurjani sono  davvero cattolici?

La Scienza

Forse su questo fronte può bastare il parere di Marco Margnelli (Milano,1939-2005),  il noto medico neurofisiologo e psicoterapeuta che fu tra i pochissimi ad occuparsi dei presunti veggenti da un punto di vista scientifico. La sua prima conclusione, diciamo a caldo, fu che ci si trovasse di fronte a soggetti in buona fede pur se, aggiungeva, “è ancora molto azzardato trarre conclusioni” (in “Il corpo e l’estasi”, Ed. Segno, 2003). Sempre nello stesso documento troviamo la seguente dichiarazione: “lo studio andrebbe ripetuto meglio perché non si è raggiunta una certezza sufficiente a trarre conclusioni decisive”. Pare, infatti, che durante i controlli le presunte “estasi” fossero – ma guarda un po’! - di brevissima durata (un minuto o poco più: 75, 49 e 60 secondi) tanto da non lasciar capire veramente se si trattasse di una simulazione. Ma la conclusione definitiva di Margnelli, che per un lungo periodo ha evitato di ritornare sull’argomento, ce l’ha fornita il giornalista Giancarlo Bocchi in un suo valido articolo apparso su “Il Manifesto” del 27 giungo 2015, intitolato “Medjugorje, la fabbrica delle sante illusioni”. Bocchi riferisce che Margnelli era un po’ stufo di essere chiamato in causa come “lo scienziato che aveva accreditato Medjugorje” e che in realtà l’unica conclusione a cui era giunto era che si trattasse (bontà sua!) di un “fenomeno di autosuggestione”.

Questo lo stato dell’arte.

Conclusioni

Ora, quanto su esposto può fornire solo una vaga idea di ciò di cui si tratta, ma noi riteniamo che comunque sia più che sufficiente per inquadrare correttamente la questione.
Francamente troviamo stupefacente che un Antonio Socci o anche un Vittorio Messori che reputiamo persone intelligenti, scaltre e preparate, si siano bevute le favolette mal raccontate di questi presunti veggenti. Davvero si può credere che Gesù bambino in una visione “strizzi l’occhiolino al veggente per compiacerlo” come abbiamo sentito raccontare una volta dal Direttore di Radio Maria? Davvero si può credere a Vicka quando ci racconta che qualunque cosa le racconti la Madonna, “bella o brutta che sia” a lei viene sempre da ridere - in contrasto con la veggente Mirjana a cui invece viene sempre da piangere? Davvero si può credere al racconto di una Madonna che va incontro ai veggenti perché sono in ritardo all’appuntamento fissato? Davvero si può credere che in Paradiso ci sia una porticina d’ingresso, rigorosamente di legno e ovviamente  chiusa, che la Madonna apre con una chiave per farvi entrare i veggenti? Davvero si può credere che San Pietro se ne stia davanti a quella porta a ricevere le anime con in mano una piccola chiave (evidentemente quella di Maria è un paspartu), con la barba incolta, i capelli bianchi arruffati e qualche chilo di troppo? E infine, davvero si può credere ai veggenti quando ci descrivono un inferno in cui “c’è fuoco, diavoli e gente bruttissima con le corna e la coda? [Abbiamo pescato a caso le dichiarazioni dei veggenti dal libro-resoconto di J. Bubalo, Mille incontri con la Madonna].
E quando Vicka racconta le sue straordinariamente banali visioni ci si è accorti che recita una parte studiata a memoria, che ripete sempre le stesse cose, parola per parola, sillaba per sillaba (con pochissime varianti occasionali), per di più con lo stesso tono e persino con la stessa mimica facciale? 
E vogliamo parlare di quando alla Madonna i veggenti chiedevano di ritrovare oggetti smarriti, di vaticinare l’esito di esami scolastici di amici e compagni o di mostrare persone care lontane e altre simili amenità?
Cosa dire di quel tal Ivan Dragicevic, uno dei “veggenti”, che dopo aver arringato la folla dal pulpito con la solita falsa modestia e invitato come sempre alla preghiera e al sacrificio (sai che novità!), si allontana facendosi scortare da un valletto che lo copre con un parasole? (chi scrive lo ha visto in tivù poco tempo fa in un servizio Rai). Si è a conoscenza del fatto che questo signore ha sposato una bella ragazza americana (una certa Laureen Murphy, ex miss Massachusetts) e che vive sei mesi l’anno in una lussuosa villa con tanto di piscina a Boston? E ci si dovrebbe fidare di un personaggio simile? Capiamo che non sono più i tempi di Bernadette e di Lucia, ma che distanza abissale da quelle straordinarie umili e sante figure!
E non entriamo nella faccenda del business dei pellegrinaggi e dei sovraprezzi documentati per quanti vengono ospitati nelle pensioni di  proprietà dei veggenti e dei loro parenti e amici più stretti. Quando si dice “riconoscere l’albero dai suoi frutti” che in questo caso sono indubbiamente pepite d’oro.
Tanto per non farsi mancare niente, da un po’ di tempo a Medjugorje si parla della scultura in bronzo del Cristo Risorto che trasuderebbe acqua miracolosa (e già, proprio come l’acqua di Lourdes!). Lo scienziato di turno ha già sentenziato: “il fenomeno è inspiegabile”, ma chi ha un po’ di sale in zucca sa che si tratta di un normalissimo fenomeno di condensa agevolato dalla struttura cava della statua e delle varie micro-fessure in essa presenti.
E poi c’è il progetto di un futuro ospedale (sempre per fornire una valida alternativa a Lourdes e magari anche a San Giovanni Rotondo) per il quale si è iniziata da qualche tempo una raccolta fondi. Si sono dovute aspettare fatti incresciosi che per carità cristiana preferiamo non riferire per farsi venire questa magnifica idea. In passato non ce n’era stato alcun bisogno e i poveri pellegrini con qualche infermità dovevano affrontare gravi rischi per la loro salute nella pressoché totale indifferenza dei veggenti (che evidentemente tutto sono fuorché persone sensibili alle sofferenze altrui) e delle amministrazioni locali.

Un’ipotesi alternativa

Tra il miracolo e l’imbroglio organizzato da un gruppo di ragazzi, a nostro giudizio, forse esiste una terza possibilità, quella cioè di un esperimento di “guerra psicologica”. In questo caso dobbiamo immaginare che, almeno all’inizio, i ragazzi coinvolti fossero gli strumenti inconsapevoli di una macchinazione. Un anno prima era scomparso il maresciallo Tito (sotto il suo governo una cosa del genere sarebbe stata impensabile) e la situazione politica locale era in grande fermento. Difficile dire chi possa aver organizzato la messinscena, se qualche potenza straniera occidentale o i servizi segreti o altri gruppi locali.
Una volta inscenato il miracolo e sottoposti i ragazzi a una qualche forma di suggestione e condizionamento psicologico, la “regia” è stata probabilmente trasferita ai famigerati francescani locali tra i quali naturalmente dovevano esserci già degli infiltrati.
Si trattò di un’operazione “cavallo di troia” con lo scopo, alla distanza, di destabilizzare la Chiesa cattolica e inquinarla dall’interno? O l’obiettivo era squisitamente geopolitico? Difficile dirlo, ma quel che è certo è che ormai la gioiosa macchina da guerra del miracolo medjugorjano procede a pieno regime e i suoi tentacoli hanno raggiunto quasi tutti i continenti a presenza cattolica con la complicità e il sostegno propagandistico di Radio Maria e uno stuolo di scrittori e religiosi a fare da supporter. Sarà dunque il caso di cominciare ad aprire gli occhi e soprattutto a farli riaprire a quei molti che sembrano averli chiusi definitivamente.

A.L.F.

(1)   Proprio a Vittorio Messori, il Padre ebbe a dire: “Non so se, all’inizio, la Madonna ci fosse davvero, a Medjugorje. Ciò che constato, vedendo queste folle devote che l’hanno invocata e l’invocano da più di trent’anni, ciò che vedo è che ora c’è, che non può non esserci”. Che però è un cavarsela a buon mercato. A Medjugorje infatti, non è in gioco la fede (quella non può dipendere né può scaturire dalla credenza in “fenomeni” veri o presunti), ma l’idea stessa di Chiesa con una Gerarchia che non conta più nulla e una dottrina ridotta a banalità insignificanti. Chiediamoci piuttosto se un carismatismo mariolatrico con venature politiche filoccidentali possa definirsi cattolico. 

19 commenti:

  1. Il fenomeno di Medjugorie è sconcertante. Proporrei anche un’altra ipotesi, inversa rispetto a quella di Laurentin, riportata da Aldo nella nota n. 1. Verso la metà degli anni Ottanta i quotidiani riferivano con altissima frequenza di presunte apparizioni mariane. Chiesi un giorno ad un’anima mistica, con cui avevo una relazione spiritualmente filiale, e la cui serietà era riconosciuta e di fatto garantita dalle autorità ecclesiastiche del luogo, che cosa ne pensasse. Mi rispose: “Non ne ho una visione molto chiara. Non come per Medjugorie: quando le apparizioni ebbero inizio in quella località, ebbi come una folgorazione e ne difesi l’autenticità anche con il mio direttore spirituale che dubitava”. Sia ben chiaro: questo non dimostra nulla. Anche un’anima mistica vera può incorrere in errore e un messaggio privato non è mai assolutamente certo: lo riconosceva la stessa persona in questione. Però a partire da quanto mi fu risposto mi sento di formulare un’ipotesi, che capovolge quella di Laurentin: che la Madonna vi fosse all’inizio, che un evento celeste si sia verificato sul serio, ma che poi debolezze, malizie, interessi umani e interventi diretti e indiretti di origine diabolica abbiano preso il sopravvento e deviato il corso degli eventi. Una vittoria del demonio sulla Vergine? Ovviamente no, sarebbe impossibile. Ma la capacità demoniaca di inquinare, guastare, capovolgere ciò che è buono è resa più potente ed efficace dalle debolezze umane di questo tempo di dissoluzione generale e dalla superficialità di una parte del clero. Poi le grazie arrivano ugualmente e c’è chi riscopre la preghiera e i sacramenti e si converte. Ma questa è l’opera sempre vittoriosa dello Spirito, che non ci solleva dalle nostre responsabilità e dal dovere di vigilare e di denunciare errori, deviazioni e mistificazioni. Quanto a Socci, mi chiedo se la sua ostilità furibonda verso Papa Francesco non sia nata quando ha avvertito in lui un atteggiamento scettico verso i fenomeni di Medjugorie, che potrebbe far crollare una fiducia troppo cieca e acritica.

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  2. Caro Giuseppe, purtroppo sono molte le anime pie che si sono lasciate ingannare da questo falso miracolo. Personalmente, ritengo che un effetto non possa mai essere completamente disgiunto dalla sua causa. Se la causa dei fatti di Medjugorje fosse davvero soprannaturale i cosiddetti “veggenti” non potrebbero comportarsi nel modo in cui si comportano. Non c’è nessuno tra di loro che la conti giusta e non scorgo in loro tracce di virtù spirituali. Sono persone abituate alla simulazione e all’inganno, ergo inaffidabili. Basta leggere le loro dichiarazioni per rendersene edotti o osservarli nelle loro apparizioni pubbliche. Vogliamo forse paragonare una Mirjana o una Vicka a una Natuzza Evolo? Se avessero davvero visto la Madonna, la loro vita sarebbe ipso facto cambiata radicalmente e sui loro volti sarebbe rimasta impressa per sempre un’immagine di santità e candore(si pensi a Bernadette). E invece quelle che vedo, oggi come ieri, sono solo facce di bronzo!

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  3. Chiediamoci piuttosto se un carismatismo mariolatrico con venature politiche filoccidentali possa definirsi cattolico.

    Perfetto. Non si sarebbe potuto dire meglio.

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  4. Grazie Marco. Purtroppo sperare che i medjugurjani abbiano dei ripensamenti è una pia illusione e poi guai a chi gli tocca la Gospa!

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  5. Caro Aldo, ho fatto la più benevola ipotesi possibile sulle apparizioni, "salvandone" le origini, sulla base di ricordi e impressioni personali del periodo iniziale. Le tue obiezioni sono senza dubbio rilevanti.

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  6. Ciao Aldo, ciao a tutti

    complimenti per questo articolo, davvero esaustivo, preciso e puntuale, al punto da chiarificare bene tutta la vicenda di Medjugorie, da come è partita, per come è stata vissuta e interpretata dalle varie fonti cattoliche e infine da come può essere intepretata secondo il Corriere Metapolitico.

    Personalmente mi trovo perfettamente in linea con questa interpretazione che mi sembra la più corretta.
    Per motivi personali non ho mai avuto una particolare propensione al culto mariano e quindi non ho mai seguito con particolare attenzione nè Lourdes nè Fatima. Quanto però viene sottolineato come differenze
    fra Lourdes/Fatima e Medjugorie (in termini di virtù da parte dei veggenti) fa davvero riflettere sulla reale natura sovrannaturale di Medjugorie.

    La tesi dei servizi segreti o del fenomeno comunque di induzione, è notevole, suggestiva ma anche molto credibile.
    L'idea di dividere i cattolici colpendoli dall'interno con un fenomeno psichico che sembra sovrannaturale è davvero di difficile soluzione e lo dimostra chiaramente il fatto che anche la Chiesa, che ha perso il tempo giusto per esprimersi a riguardo ora non sembra sapere bene cosa fare (ritardo che ormai è difficile da colmare, visto che il fenomeno Medjugorie è davvero autonomo e indipendente).

    Suggestiva e interessante anche l'idea di Blondet sulla negazione della natura diabolica del fenomeno, che tale non potrebbe essere, dal momento che il Diavolo mai inviterebbe a pregare o a digiunare per Dio.

    A tal riguardo l'idea che sia un fenomeno autoindotto dagli uomini (magari ispirati però diabolicamente) risponderebbe a questa domanda. Un influenza direttamente diabolica non c'è, però siamo sempre nel campo dell'arte dell'inganno e forse, qualche preghiera o "miracolo" in cambio del tentativo di vincere la Guerra, è forse più che auspicabile anche dal Nemico.

    Personalmente mi ha colpito molto la riflessione fatta su Giovanni Paolo II, che non ha pouto non farmi pensare alle parole di Gesù sui Tempi Ultimi, sui falsi profeti (forse questi veggenti? Che parlano a nome di...) e sui molti eletti che verranno ingannati (chi se non Papa Giovanni Paolo II, a questo specifico riguardo).

    Che quei versetti evangelici possano davvero riferirsi a questi tempi che viviamo e quindi anche a Medjugorie?

    Grazie a tutti per le vostre riflessioni e ad Aldo per l'articolo prezioso.

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  7. Grazie Fabrizio per il lungo commento di sintesi. Per dirla con Panunzio potremmo anche dire che "l'affare" (in tutti i sensi) Medjugorje è un'operazione criptopolitica o che nasce come tale (scenario maggiore). Poi diventa un collage di fenomeni miracolistici allo scopo di massimizzare i profitti e conquistare il maggior numero di persone (scenario minore). Quel che sorprende è che nonostante la mirabolante incoerenza dei "veggenti" e il carattere contraddittorio delle loro dichiarazioni, siano ancora in moltissimi a crederci. In tutto questo c'è effettivamente qualcosa di diabolico.

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  8. Inoltre, a pensarci bene, Medjugorie non è il solo evento mariano, spacciato per sovrannaturale che negli ultimi anni ho avuto modo di sentire per testimonianza del rispettivo veggente (con tanto di blog sul web a trascrivere e riportare i relativi messaggi dall'alto).

    Ne conto almeno tre (tutt'ora attivi), non faccio i nomi per non aumentarne la visibilità, e in 2 casi su 3, si tratta di veggenti che riportano non solo messaggi mariani, ma da Dio stesso, Gesù e lo Spirito Santo, Angeli, Arcangeli vari e tutti gli Apostoli del N.T.
    (Nel terzo caso si tratta solo di messaggi direttamente provenienti da Gesù, per fortuna!).

    Io per ben due volte, non nego che ho seriamente rischiato di crederci con convinzione su consiglio altrui.

    Il tenore dei messaggi in un caso è assolutamente aggressivo, minaccioso di presunte catastrofi che starebbero per succedere da un momento all'altro allo scopo di forzare alla conversione, negli altri casi i messaggi sono più concilianti, ma quando non ci si limita a chiedere preghiere o digiuni, si descrive addirittura l'aldilà e si parla di UFO in termini celestiali e non solo.

    Insomma chi più ne ha più ne metta. La somiglianza con Medjugorie, rasenta il plagio e mi chiedo se anche questi fenomeni simili non siano stati indotti con il tentativo di creare altre Medjugorie e quindi più divisioni e scismi possibili fra i credenti.

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  9. Di veggenti impostori e falsi profeti in giro ce ne sono molti. La Chiesa però di solito non dà molto credito, salvo il caso di un importante seguito popolare, com'è il caso di Medjugorje. Comunque, il più delle volte si tratta di mistificatori abbastanza facili da smascherare. Io stesso ho conosciuto una veggente che parla per conto dello Spirito Santo e che in apparenza sembra in buona fede. Ma siamo sul piano della scrittura automatica e simili. Quindi mistificatori, ma a volte anche volgari spiritisti e malati mentali.

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  10. Caro Aldo, a parte il fatto che nemmeno Bergoglio, papa bis, può dire come dove e quando la Madre Celeste può manifestarsi (ne dice tante di corbellerie che è difficile stargli dietro); l'evento Medjugorje è indubbiamente carico di contraddizioni, mistificazioni, forzature. Analizzando i messaggi (ne ho letti almeno 200, per ora) mi son fatto un'idea abbastanza ragionevole anche se parziale: siamo di fronte ad una pantomima a carattere religioso per ingannare i gonzi con minestrine riscaldate, sermoncini e altre amenità. Tuttavia, caro Aldo, c'è un'enigma, non un mistero, ma un'enigma sì. Vedi, di brodetti alla Bergoglio me ne intendo, che fanno il paio con la retorica rimasticata di Stato che vede in Matteo Renzi il degno megafono, così come di sermoncini ecumenici e sociologici (forse socialisti pure) me ne sono sciroppati molti da preti in fregola bergogliana. Viviamo tempi tosti, disperati, alienati, dove una poltiglia composta di umanitarismo peloso, straccione, viene sostituita al Vangelo di NSGC. L'evento Medjugorje potrebbe essere inserito in questo calderone a tutti gli effetti, eppure conosco decine di viterbesi (esperienza diretta, quindi) che dopo aver accompagnato i propri cari, soprattutto madri e padri, a Medjugorje, hanno provato dapprima forti emozioni come di scarica elettrica (psicosi?) poi una sorta di apertura di coscienza (anima?), un senso religioso, un avvicinamento, un'esperienza che Maslow definirebbe di vetta. Ti descrivo in buona parte uomini e donne mature, non credenti e appartenenti alla classe borghese, acculturati e non inclini a facili entusiasmi, anzi. Ora, l'albero si giudica dai frutti, beh, mi risulta che le suddette persone si siano avvicinate ai sacramenti, uno si è cresimato e una coppia si è sposata in Chiesa. Suggestione? E allora dovremmo considerare molte conversioni così, o no?

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  11. Caro Angelo,
    anch’io conosco persone che sono state a Medjugorje e che però sono tornate tali e quali. Alcuni di loro si sono potuti rendere conto di persona della presa in giro dei cosiddetti veggenti. Ma è chiaro che qualcuno possa essere rimasto impressionato da quell’atmosfera di esaltazione collettiva e di convinzioni molto forti. Da qui le conversioni, senza scomodare la Madonna e senza bisogno di parlare di “suggestione”. La conversione non dice nulla della verità di un fatto o di un miracolo, ma dice molto della misericordia di Dio. Quel posto è diventato col tempo un catalizzatore, ma è anche il luogo di un non più sopportabile imbroglio che va smascherato. Vedremo cosa ne sarà dei convertiti da Medjugorje quando il pentolone mefitico sarà scoperchiato.

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  12. Il rischio di far saltare tutto è grande. Non tutto può essere spiegato con la ragione quando le cose esulano dall'ordinario. Le conversioni non avvengono di solito allo stadio durante il derby Roma-Lazio. Parli di catalizzatore? Perché no. Qualcosa accade da quelle parti, e ridurre tutto a psicosi di massa, è azzardato e crea un precedente pernicioso per la Chiesa che per troppi anni ha traccheggiato sulle apparizioni. Perdere fedeli se si dichiarano false le manifestazioni, è un prezzo da pagare alto, ma giusto se corrisponde al vero. Ho l'impressione che lì si è aperto un canale, poi alcuni hanno elaborato un piano plausibile, per sfruttare meglio la situazione creatasi Caro Aldo, i criteri di indagine non sono assoluti, con i sondini non si possono registrare i palpiti dell'anima. Dubbi ne ho molti sulla veridicità delle manifestazioni mariane, ma da qui ha vederci eventi del basso astrale, ce ne vuole. Il popolo prega la Madonna mica il demiurgo brutto sporco e cattivo.

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  13. Caro Angelo,
    a mio avviso a Medjugorje vanno innanzitutto smascherati i cosiddetti “veggenti” e poi si tratta di rimettere in riga un “culto mariano” i cui connotati differiscono alquanto da quello tradizionale. Lì si sta creando quasi una nuova religione e la Chiesa non può permetterlo. E’ giusto lamentarsi dello snaturamento della religione cattolica e dello sbandamento dei chierici, ma bisogna farlo con equità e a 360 gradi. La pietà popolare nella storia del cristianesimo ha sempre avuto caratteristiche poco ortodosse, ma se non deragliava gli è perché la Chiesa esercitava inflessibilmente e correttamente la sua autorità. Non farlo oggi sarebbe un grave errore e costituirebbe un altro importante contributo al caos. Questo almeno è quello che penso io. Ciò può ferire la sensibilità religiosa di molti credenti e alienarli dalla fede cattolica? E’ certamente possibile, ma questo non deve far retrocedere chi ha interesse a difendere la verità contro la menzogna. Abbiamo Fatima, abbiamo Lourdes, abbiamo San Pio da Pietralcina, abbiamo Bernadette. E dunque non abbiamo alcun bisogno di pendere dalle labbra di questi sei scadenti teatranti che tra l’altro ci propongono una fede che non è la nostra. Tornino da dove sono venuti e lascino in pace la Madonna!

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  14. Dopo le focose, ma necessarie parole di Aldo di pars destruens sull'attuale mariologia prevalente, due consigli editoriali di pars construens: 1) "L'altra mariologia", ottima antologia di saggi raccolti e curati dall'amico Eduardo Ciampi (Edizioni Terre Sommerse di Roma) 2) l'impareggiabile "Lourdes" dell'esoterista cattolico Grillot De Givry (Edizioni Mediterranee), pubblicazione curata da Stefano Andreani, ma nata dietro indicazione di padre Giovanni Vannucci.

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  15. Ringrazio Antonello per gli eccellenti consigli di lettura. Per parte mia ricorderei la bolla dogmatica "Ineffabilis Deus" (8 dicembre 1854) di Pio IX, la costituzione apostolica "Munificentissimus Deus" (1 novembre 1950) di Pio XII e la costituzione dogmatica "Lumen gentium" (21 novembre 1964), il cui capitolo VIII costituisce la più ampia e autorevole sintesi della dottrina cattolica sulla Madre del Signore che sia mai stata compiuta da un concilio ecumenico. Sono pure da ricordare, per il loro significato teologico e pastorale, altri documenti quali la "Professio fidei" (30 giugno 1968) e le esortazioni apostoliche "Signum magnum" (13 maggio 1967) e "Marialis cultus" (2 febbraio 1974) di Paolo VI, nonché l'enciclica "Redemptoris mater" (25 marzo 1987) di Giovanni Paolo II. Se i "veggenti" avessero non dico studiato, ma semplicemente letto questi documenti, ci avrebbero risparmiato moltissime delle loro farneticazioni che somigliano molto a quelle della Vassulla Ryden e compagnia cantante.

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  16. Attenzione: il Vaticano II, in origine, doveva essere convocato, nella mente di Pio XII, con il fine di dogmatizzare la dottrina della corredenzione mariana e della regalità sociale di Cristo. Nè l'una nè l'altra, verità evidenti per chi è cattolico, non solo non furono proclamate, ma furono "sostituite" da una mariologia tutto sommato annacquata e dalla libertà religiosa di Dignitatis Humanae.

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  17. Grazie Marco per la precisazione. Bisognerebbe ricordare che anche allora, come oggi d’altronde, si tentava di trasformare il cristianesimo in una religione politica (con la politicizzazione del marianesimo da una parte e l’analoga strumentalizzazione “socio-politica” del culto di Cristo Re). Poi, come tu correttamente ci ricordi, prevalsero gli annacquamenti modernisti che però, forse, salvarono la Chiesa da una pericolosa deriva ideologica che alla lunga avremmo pagato a caro prezzo. Credo che anche questa sia una linea interpretativa possibile. Sulla mariologia contemporanea annacquata concordo. In questo senso, uno sguardo alla mariologia della Chiesa Ortodossa non guasterebbe.

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  18. Rispetto il punto di vista, ma nessuno detiene la Verità assoluta. Qualcosa di misterioso laggiù è accaduto, non spiegabile solo con logiche umane. chi vivrà vedrà...


    Bernardus

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  19. Caro Amico,
    qui non è questione di “verità assoluta” o di logica solo umana. A Medjugorje, mi creda, non è accaduto proprio niente di misterioso, ma per capirlo bisognerebbe avere la pazienza di documentarsi adeguatamente. Le uniche cose veramente certe a Medjugorje sono la condotta fraudolenta dei cosiddetti “veggenti” e la fede ingenua e malriposta di molti credenti. Tutto il resto va considerato e valutato caso per caso (conversioni, guarigioni, “miracoli” solari e quant’altro) e tenendo sempre ben presente che lo psichismo collettivo vi giochi un ruolo tutt’altro che trascurabile, insieme alla sempre agente misericordia di Dio.

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