02/11/15

Il papa anomalo di Gianfranco De Turris


A sparare su Papa Francesco adesso ci si è messo pure il De Turris Gianfranco (non bastavano gli Antonio Socci, gli ambienti neocon americani e i tradizionalisti cattolici di tutt’Europa?). La “tirata”, l’ennesima, la troviamo sulla pagina web del chiavarese “centrostudilaruna” e prossimamente apparirà pure sulla storica rivista  mensile “Il Borghese”, con il titolo “Le anomalie dell’ultimo Papa”. 
Ma quali sarebbero le anomalie rilevate dal giornalista di solida formazione evoliana? Nientemeno che segni, simboli e profezie, naturalmente adattati alla bisogna. I “segni”, letti da De Turris come poco rassicuranti presagi, sarebbero i seguenti: il fulmine che colpì la cupola di San Pietro il giorno delle dimissioni di Papa Benedetto XVI e le colombe liberate dalla finestra di piazza San Pietro da papa Francesco che, come è noto, vennero attaccate simultaneamente da un corvo e da un gabbiano.
Sul fulmine qualche animella positiva ha giustamente fatto notare, con ironia e una punta di sarcasmo, che si è trattato dell’incontrovertibile dimostrazione dell’efficace funzionamento del parafulmine in assenza del quale l’evento non si sarebbe mai verificato con tanta precisione. E’ la cosa sta effettivamente anche in questi termini. Quindi, intanto non parliamo di un evento straordinario e  mai accaduto prima, ma di un effetto la cui causa è tecnologica e non  soprannaturale. Tra l’altro sappiamo con certezza che dal 2005 – anno di installazione del suddetto parafulmine -  diversi fulmini sono stati deviati e intercettati dal marchingegno, ma che a nessuno era mai venuto in mente di fotografarne uno. 
Il medesimo discorso può farsi  per le colombe aggredite da una cornacchia e da un gabbiano.
Si sa che i gabbiani sono carnivori e che, oltre al pesce, possono attaccare anche altri uccelli e persino animali e uomini. Lo stesso fanno le cornacchie. Le colombe sono state aggredite perché bianche e quindi facilmente identificabili, diversamente da quanto accade ai piccioni il cui piumaggio, di solito tra il nero il grigio e il marrone, si confonde facilmente con il colore dell’asfalto.
Quello che è accaduto dunque, è qualcosa di assolutamente naturale e ordinario, ma l’evento essendo stato immortalato dai numerosi fotografi presenti in piazza e rimbalzato sulla stampa di tutto il mondo, è stato fatto passare per qualcosa di inusuale e interpretato come un cattivo presagio (diciamolo: siamo proprio al livello del gatto nero che attraversa la strada!). Anche in questo caso, come in tanti altri, dei fatti insignificanti vengono trasformati dalla retorica giornalistica, abituata a parlare sopra la testa delle persone e in barba alla verità, in notizie rilevanti, addirittura da prima pagina. E fa veramente specie che un giornalista esperto e navigato come il De Turris non se ne renda o non ne tenga conto.
E’ di questi giorni la notizia di una foto di papa Bergoglio che appena eletto si affaccia al balcone di Piazza San Pietro e alla sua destra si vede l’inquietante ombra di una testa d’uomo bicornuta. Chiaramente un “fake”, ovvero un falso, che viene inserito a bella posta per incrementare gli indizi superstiziosi e screditare il Papa facendolo passare per quello che non è. La cosa grave è che questi indizi vengano raccolti e tenuti in considerazione dai cristiani più intransigenti, proprio da loro che dovrebbero tenere alto il vessillo della fede e dell’ortodossia, e che in tal modo dimostrano invece di essere dei sempliciotti che si possono ingannare con poco o dei fanatici beoti disposti a credere a tutto.
Circa le valenze simboliche di queste notizie, che un tempo avremmo definito “da riviste per parrucchieri”, personalmente, le riteniamo prive di senso. Ma se volessimo restare sulla linea dell’interpretazione magico-simbolica intentata dal De Turris, dovremmo dire, tanto per cominciare, che il fulmine è un simbolo ambivalente e non sta scritto proprio da nessuna parte che significhi “sciagura” o “disapprovazione celeste”. In secondo luogo, vuole la “tradizione”, tanto rispettata dal De Turris in altre occasioni, che il posto dove il dio colpisce con il fulmine sia luogo teofanico per eccellenza; mentre, se ci spostiamo nell’ambito di una possibile interpretazione “cristiana”, non risulta dalle nostro Scritture che Iddio abbia mai comunicato una sua eventuale contrarietà con i fulmini, neanche nel momento in cui Gesù morì sulla croce, dove l’evangelista ci segnala invece un terremoto (magnitudo inferiore a 2 ci dicono i geologi che hanno studiato l’attività sismica in quella zona nell’epoca storica considerata). E poi, ci si scusi il ricordo scolastico, ma il “lanciatore di fulmini e radunatore di nuvole”,  non era Zeus Oratrios, dio del cielo e del tuono?
Il caso delle colombe aggredite dal gabbiano e dalla cornacchia si può invece interpretare almeno in due modi. Ricordiamo che delle due colombe, una muore (segnatamente quella aggredita dal gabbiano), mentre l’altra sopravvive (quella aggredita dal corvo). Potremmo osservare a questo proposito che  si tratta, se ci è consentito di esprimerci in questo modo, di un simbolismo “a somma zero”; oppure, ragionando in modo diverso, che il male ha senz’altro nuociuto alla colomba-chiesa, ma non completamente e che la colomba-chiesa che resta viva simboleggia le forze negative che non hanno prevalso.
A queste considerazioni, ne aggiungerei anche un'altra, non meno importante dal punto di vista tradizionale, e di cui il De Turris invece non sembra minimamente tener conto. Ovvero che il compito di vaticinare gli oracoli non può essere demandato a degli insipienti giornalisti o a un Dagospia qualunque, ma spetta a figure dotate di ben altro spessore e carisma. Per gli antichi dell’età classica era affidato a figure sacerdotali o a sciamani particolarmente dotati; per i cristiani, ai profeti.
E per essere altrettanto perfidi nei confronti dell’interpretazione magico-simbolica avventata del De Turris, potremmo anche pensare che il retroscena di queste notizie sia quello di sortire un effetto magico o comunque di suggestione collettiva, nell’attesa che qualche mente malata, pensando che il papa attuale sia un anticristo, arrivi magari ad attentare alla sua vita. E non si pensi che stiamo esagerando. Questo modo di fare, che i moderni psicologi chiamerebbero “plagio  mentale”, è vecchio come il mondo e quindi già collaudato con successo. Gli esempi storici li conosciamo tutti, senza bisogno di farne memoria.
Orbene, dopo aver trattato i presunti “segni negativi” come fin qui esposto, il De Turris passa all’armamentario profetologico e in particolare alla cosiddetta “profezia dei Papi” attribuita a San Malachia.  Naturalmente, anche su questo il De Turris finge di essere cauto e si limita a riferire ciò che certe fonti cristiane, anche popolari e leggendarie, dicono sull’argomento, con l’accorgimento interessato di riferirsi solo a quegli elementi che con qualche  innocente (?) forzatura, possono essere ricondotti alla figura storica di papa Francesco. Poco importa se, come per gli altri eventi di cui sopra, siano possibile altre e anche opposte interpretazioni. Personalmente ci limitiamo a constatare che le “profezie” di San Malachie si adattano ai papi esattamente come le quartine di Nostradamus si adattano ai fatti storici. Evidentemente la chiave interpretativa deve essere un'altra, ma De Turris non la possiede.
A peggiorare il quadro dell'articolo che abbiamo preso in esame, già abbastanza deprimente e sconsolante, il Nostro vi aggiunge le dichiarazioni del gesuita Silvano Fausti sulla cui dubbia, scarsa o nulla attendibilità abbiamo già riferito in altra occasione. Ma anche qui il De Turris, persona solitamente scrupolosa a volte quasi fino alla pedanteria, continua a prendere letteralmente “lucciole per lanterne” e dichiara che siccome quelle dichiarazioni non sono state smentite (stante la regola del silenzio assenso), allora sono senz'altro vere. Ma noi sappiamo che a volte il silenzio ha ben altre ragioni e nel caso specifico che può essere motivato dal rispetto per un cardinale che è passato a miglior vita (l'arcivescovo di Milano mons. Carlo Maria Martini) e che non può né confermare né smentire.
Infine, il nostro arciere evoliano, scocca le sue ultime due freccie, quella immancabile in questi discorsi di Nostradamus e quella di un murale visto e fotografato alla fermata Cipro della Metro A. Che dire? Noi ci fermiamo qui.

A.L.F.

28 commenti:

  1. Ineccepibile, come sempre, ma anche gustoso!
    Antonello

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  2. Mi accodo al commento di Antonello, bravo Aldo! Non sei stato solo ineccepibile nell'analizzare il tema, ma scrivi anche bene ed è sempre un piacere leggerti.

    Ottima anche l'analisi "simbolica", nonostante si sia dimostrato che in entrambi gli eventi "profetici" non doveva esserci alcunchè di sovrannaturale.

    Un abbraccio

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  3. pregevole l'analisi, franchezza e lucidità. in effetti solo i veri "profeti" sanno leggere oltre le righe, il resto è materiale da audience ...

    Lohen

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  4. Non credo ve la possiate cavare con l'ironia: sia detto senza alcuna acrimonia.
    Ecco un breve, e del tutto parziale, elenco delle perle di Bergoglio: egli
    è stato capace di depositare un pallone del Brasile sull’altare di Santa Maria Maggiore, di consentire con E. Scalfari sul relativistico e pluricondannato “primato della coscienza”, di definire la messa tradizionale una “moda”, di affermare che S. Paolo inciterebbe a “vantarsi dei propri peccati”, di permettere l’affitto della Cappella Sistina alla Porsche, di incitare i leoncavallini a “continuare la lotta”, di augurare a M. Pannella “buon lavoro”, di citare con favore, in luogo dei Padri e dei Dottori ecclesiastici, R. Benigni, di indossare un naso da pagliaccio, di dirsi del tutto disponibile a dare il battesimo ai marziani, di sostenere che “Dio non esiste”.
    Posso dimostrare tutto --ma lo dovreste sapere già-- con la citazione della fonte.
    Chiudo ricordando che il fratello Scalfari ha ultimamente dichiarato che per la prima volta nella sua vita donerà l'8 per mille alla Chiesa, divenuta a suo dire più laica dello Stato. Siete d'accordo?

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  5. Caro Marco,
    il tono generale è ironico e l’ironia, come anche Lei dovrebbe sapere, è scaramantica e serve a sollevare l’argomento da una serietà che francamente non merita. Le cose che Lei dice (o dovrei dire i “capi d’accusa”?) sono inezie senza importanza o con un’importanza assai relativa. Senza contare che andrebbero una per una contestualizzate, verificate e analizzate con precisione. E’ l’interpretazione di questi “fatti” che io contesto, la loro lettura a senso unico. Se anziché sparlare del Papa e giudicare i suoi “comportamenti”, pregassimo – come lui ci invita a fare costantemente - per lui? Faccio solo un esempio, ma solo per non farla troppo lunga, espunto dal suo elenco. Quando il Papa augura “buon lavoro” a Pannella, a cosa si riferisce esattamente? Forse al fatto che Pannella è uno dei pochissimi politici italiani che si batte per i diritti civili e per gli emarginati o anche per l’emergenza penitenziaria? Si è chiesto invece perché, all’opposto, abbia bacchettato il sindaco Marino? Forse perché celebrava ex lege i matrimoni tra gay? Come vede, non si tratta di giustificare il Papa o di condannarlo, ma di sforzarsi di comprendere i suoi gesti e le sue parole dentro la cornice della sua azione evangelica e pastorale a tutto campo.
    Quanto all’affitto della Cappella Sistina alla Porsche, si informi bene, è meglio. A proposito di dar retta ai giornali…

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  6. Inezie senza importanza? Il papa che nega l'immortalità dell'anima e che afIlerma che la natura divina non esiste? Pannella che si batte per gli emarginati! E infatti riceve finanziamenti da enti cattolicissimi, come no! Ma vi siete bevuti il cervello? Ma come fate a conciliare la cavalleria con Bergoglio? Siate seri...

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  7. Leggendo l'"articolo" di Aldo non ho potuto non pensare alla "triplicità atlantidea" di cui parlava Panunzio, e cioè all'unione di poesia, metafisica e ironia, che ha i suoi corrispondenti nell'olio, nel sale e nell'aceto.
    L'"insalata" di Marco invece è un pò troppo scondita.

    cordiali saluti
    Paolo C.

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  8. Gentile (?), sig. Marco, Lei è male informato e - ripeto - si fida troppo di quello che legge sui giornali senza neanche il beneficio del dubbio. Atteggiamento non da studioso serio, ma da persona gonfia di orgoglio e piena di pregiudizi. Cosa vuole che Le dica? Buon pro le faccia

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  9. Sicuramente io sono gonfio di orgoglio. Lei invece è certamente un santo, e scruta i cuori, visto che sa che non prego per il papa. Posso sapere come fa a saperlo? Inoltre, le sue sono declamazioni non dimostrate: le fonti cui io attingo non sono i giornali, che non leggo, ma i pronunciamenti ufficiali di Bergoglio, riportati sul sito della Santa Sede (e a volte cancellati per quel che resta del senso del pudore). Grazie comunque per avermi pubblicato.
    PS Dato che la discussione dovrebbe essere sugli argomenti, e a me di insalate atlantidee interessa poco, vorrei solo sapere, tra le mille altre cose, cosa ne pensa del pallone del Brasile depositato sull'altare di SMM e della negazione dell'esistenza della natura divina e dell'immortalità dell'anima da parte di Bergoglio. O anche queste sono invenzioni dei giornali?

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  10. Caro Aldo, che dire? Mi chiedo "perché", soprattutto.
    Mi chiedo il perché di questo attacco a un pezzo di Gianfranco de Turris nel quale non mi riesce di ravvisare nulla di quanto tu gli imputi. Anche perché non vi è traccia nell'articolo di nulla contrario o in avversione né alla Chiesa né a questo papa che - detto per inciso n quanto la cosa non cambia nulla a nessuno - a me personalmente non piace, sarà anche in quanto sudamericano e dunque molto distante dalla mia Europa. Non capisco la virulenza dell'attacco anche perché de Turris non fa operazione per nulla diversa da quella effettuata proprio da Panunzio nel lontano 1975 a proposito di un cartellone pubblicitario relativo al film "L'Anticristo" traendone conseguenze alquanto analoghe con un medesimo metodo deduttivo simbolico. Perché a Panunzio questo non è stato mai criticato e a de Turris si? I Simboli parlano, parlano ancora all'uomo che non li sa più leggere, i fulmini cadono oggi come duemila o duecentomila anni fa, un fenomeno analogo a quello su San Pietro è riportato nelle cronache del 1500 a riguardo di Alessandro VI e gli auspici che ne vennero tratti allora, nefasti, purtroppo si confermarono esatti. E allora? Perché improvvisamente ricorrere a pseudo razionalizzazioni materiali? I fulmini cadono, ma quello è caduto direttamente sul cupolone, proprio in quel momento, non in un altro. Stesso dicasi sugli uccelli, corvi, colombe e gabbiani. Ricordiamo il vento che aperse il Vangelo alla morte di Giovanni Paolo II? Di cose "strane" intorno a questo Papa - che a me non piace - ne sono successe parecchie, e soltanto uno sciocco non vorrebbe vederci dei "segni" senza per questo voler fare gli "apocalittici" per forza. Allora cosa ci sarebbe di sbagliato nell'interpretazione simbolica effettuata da de Turris? È una possibilità, perché non prenderla in considerazione? O forse piuttosto perché viene da Gianfranco de Turris e allora va criticata a prescindere? L'armamentario che tu gli attribuisci è lo stesso di Silvano Panunzio, Aldo, non capisco dunque perché criticare in un caso sì e nell'altro no. Infine il murale, sono andato io personalmente a constatare cosa vi fosse dipinto e posso garantire che l'opera è gravida di simboli estremamente "curiosi" che non andrebbero glissati con così tanta nonchalanse, anche perché ricordo che la "Verità, grida agli angoli delle strade" - lo diceva sempre l'ottimo Silvano tu lo sai bene - e ripeto ancora non è diverso questo "murale" da un manifesto degli anni 70. Chi sa leggere sa leggere, poi c'è chi non vuole e allora è inutile parlarne... Comunque chiunque volesse potrà confrontare quanto da me detto leggendo il cap. "L'Anticristo a Roma" pag 844 di "Metapolitica- La Roma Eterna e la Nuova Gerusalemme" Ed. del Babuino - Roma 1979, ovviamente di Silvano Panunzio.

    Dalmazio

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  11. Tra essere e apparire c'è una bella differenza. Io non ho detto che Lei, sig. Marco, è "pieno di orgoglio e simili", ma che lo è il suo atteggiamento. Inoltre, non ho neanche detto che "lei non prega per il papa", ma ho detto che sarebbe meglio per tutti se pregassimo per il papa. Legga con più attenzione, La prego. Sui suoi cosiddetti "argomenti", Le risponderò con più calma in un altro momento. Saluti.

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  12. Quindi qui si vuole essere tradizionalisti seguendo Bergoglio e la messa elaborata da un massone a tavolino. Auguri.
    Io non solo leggo con attenzione, ma capisco le cose al volo, spesso. Gran difetto, unito anche ad una certa impulsività. Capisco anche che sia difficile rispondere su certe questioni, per cui Lei si è preso tempo per elaborare sui miei "argomenti", che a rigore non sono neppure tali: ma fatti. Si prenda il tempo che desidera, nel frattempo il Vaticano cancellerà, quando lo riterranno opportuno, altre castronerie di Bergoglio.
    Cito:
    "da persona gonfia di orgoglio e piena di pregiudizi"
    dove legge la parola "atteggiamento"? Io (la mia persona) sono gonfio di orgoglio, il che è vero. Non appaio tale, ma lo sono. Forse è l'unica cosa corretta che ha detto, anche se lo ha smentito contro se stesso e l'evidenza.
    Tuttavia, se un ubriaco mi dice che uno più uno fa due, ha ragione.
    Nessuno mi convincerà mai che Cristo è morto di freddo, o che Bergoglio andrebbe preso seriamente, se non fosse che è il vicario (?) di Cristo. Amici come prima, eh: ma Cristo non è morto di freddo. Le tradizioni create a tavolino non mi hanno mai convinto.

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  13. De Turris è ottima persona e se si è imbarcato per mari ignoti, quelli Vaticani appunto, forse, e ripeto forse, è stato spinto da segni, più o meno compresi. Che sia evoliano non è una iattura, sebbene Nitoglia consideri il barone nero un satanista. Ma si sa, certi preti vedono il diavolo dappertutto e a furia di stilare liste di proscrizione, incappano in fesserie epocali. Comunque, il noto critico letterario del fantasy, si è fatto ingannare dalle insolite "amicizie" del papa sudamericano, che ha ritenuto sospette, e come dargli torto, Aldo. Un vecchio bavoso materialista come Scalfari, un perfido senzadio come Pannella, non sono proprio persone con le quali condividere chissà quali punti in comune. Detto questo, trovo alquanto ambiguo papa Francesco circa il suo pensiero (non vedo solo la tivvù, leggo pure Civiltà Cattolica dei gesuiti, per informarmi) e conseguente azione e ciò, ha sicuramente messo in moto profeti della Domenica, interpreti del Lunedì e complottisti del Martedì. Fulmini saetti piccioni e cedroni son tutti lì ha dimostrare questo&quello, ma poi lasciano il tempo che trovano, poiché i simboli sono duplici e di difficile lettura, anche per chi come me li studia da 40anni. Nostradamus ha la colpa di avere pessimi esegeti come Renucio Boscolo, quello che dopo che un fatto accade vi trova la terzina corrispondente... ma va? Quindi, De Turris è persona preparata nel suo campo ed uno dei pochi in Europa a leggere simbolismi, miti, tradizioni, istanze iniziatiche in Tolkien, Lewis, Anderson, per citare solo alcuni, quando negli anni '60 gli intellettuali comunisti dividevano il mondo ad accettate di materialismo storico, mettendo all'indice autori che consideravano spazzatura se non addirittura pericolosi eversori e nemici del popolo. Ripeto: è impresa titanica capire i segni, troppo rumore di fondo impedisce a volte di ascoltare il segnale. Io prego per il papa, mlgrado tutto.

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  14. Sono pienamente d’accordo con quel che dice Aldo a proposito del sorprendente articolo del De Turris. Sorprendente perché il De Turris conosce bene, mi sembra, la letteratura “tradizionale”. Gli episodi riportati dal giornalista sono del tutto insignificanti e, soprattutto, non hanno niente a che fare con i “segni dei tempi”. Semmai rischiano di appartenere alla categoria della semplice superstizione. I segni dei tempi sono eventi di portata epocale, caratterizzano il costume, gli orientamenti intellettuali, le svolte storiche, le trasformazioni sociali. Se proprio vogliamo nobilitare le osservazioni del De Turris, possiamo paragonarle, generosamente, ai racconti di Svetonio sui portenti che accompagnavano la nascita degli Imperatori romani. Ma Svetonio era uno storico di basso profilo, propenso a dare ascolto ai pettegolezzi di corte. Su argomenti di tanta importanza sarebbe bene alzare il livello della riflessione e delle argomentazioni.

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  15. La ringrazio comunque perchè mi ha sempre pubblicato, nonostante le visioni opposte. Le auguro ogni bene.

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  16. Al Sig. Marco: come discutere con qualcuno che pensa di avere sempre ragione? Le ho concesso il diritto di replica, ma adesso, onestamente, non credo che Lei meriti più alcuna risposta. E in realtà avrei dovuto censurarla fin da subito visto il tono alquanto arrogante con il quale Lei entra in casa degli altri senza neanche presentarsi. Se vuole dialogare con noi cambi stile e citi le fonti (il sito della Santa Sede va bene, ma dove e quando?) e non costringa gli altri a farlo per Lei (intanto si rimangi la porsche alla cappella sistina. Un fatto? No, una balla già smentita dal Direttore dei Musei Vaticani! L’anima non è immortale? Ma l’ha detto davvero il papa o quel volpone di Scalfari? Ecc. ecc. Il pallone sull’altare? Un empiatà che grida vendetta al cospetto di Dio? Ma per favore!). Comunque: pace e bene e senza ironia stavolta.
    Al caro amico Dalmazio che mi chiede “perché”? Diciamo che mi sono alquanto stancato di leggere tutti i giorni corbellerie su questo Papa e ho preso di mira l’articolo del De Turris proprio perché proveniente da persona di cui apprezzo l’intelligenza e la probità intellettuale. E poi De Turris rappresenta le idee di gran parte del nostro ambiente umano e quindi ne è in un certo senso il portavoce. Con questo articolo ho voluto rappresentare il mio cambio di paradigma rispetto a questo mondo che non riconosco più come il mio, ma del quale mi sento e continuerò a sentirmi figlio. Mi dispiace Dalmazio, ma non si può paragonare l’ermeneutica simbolica di Panunzio a quella rappresentata da questo particolare articolo di De Turris. E poi non è detto che su certi argomenti anche il nostro mentore vada rettificato. Quando si scrive si possono anche dire, senza volerlo, delle fesserie. Capita a tutti.
    Al caro amico Angelo: ti ringrazio per la riflessione sincera e pacata. Io penso che papa Francesco stia facendo tanti piccoli passi nella giusta direzione, ma che sia anche un po’ vittima di se stesso (della sua equazione personale, leggi “uomo della strada”, argentino, gesuita, ecc.ecc.). Leggo i suoi svarioni in questa luce “umana troppo umana”, ma non anticristica.
    Al caro amico Giuseppe Maddalena: condivido in toto.

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  17. Notarella per Marco: la ringrazio per il Suo ultimo intervento che se non altro dimostra buona fede e buona volontà. E' un argomento quello del papa sul quale ci si accalora molto e si finisce quasi sempre per litigare. Segno che la verità ci preme, grazie a Dio. Un caro saluto

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  18. Grazie Aldo di questa coraggiosa e ardua incursione ... quando si esprimono le proprie convinzioni con parresia capita di suscitare forti "reazioni" a catena...
    Se il vulcano è in attività vuol dire che siamo Vivi!!!
    Un vero cavaliere dello Spirito, ogni tanto, sguaina la Spada e colpisce nel Segno. se ci si sente "feriti" vuol dire che il colpo ha fatto "male" e colpito un nervo scoperto...
    Un'ultimo consiglio che ritengo importante nell'epoca attuale: vinciamo per sempre la malattia dell'individualismo e remiamo insieme verso la stessa meta , rispettando la diversità delle Barche. Un'unico Vento ci sospinge nella medesima Direzione Suprema: Cristo. Un abbraccio,

    Lohen


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  19. Grazie Lohen per il sostegno. Combattiamo tutti la "buona battaglia" in un mondo pieno di insidie di ogni tipo e a volte prevalgono, ahinoi, i motivi di divisione. Se non altro i contrasti ci aiutano a meglio mettere a fuoco le diverse questioni.
    Grande abbraccio

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  20. Accogliendo la sollecitazione di Dalmazio Frau, vado a rileggere “L’Anticristo a Roma” di Silvano Panunzio. E’ vero, in esso Panunzio assume il cartellone del film “L’Anticristo” come un segno. Ma lo fa in un contesto maturato in una vita di studio, di meditazione, di intuizioni folgoranti: la sua visione escatologica dei tempi che stiamo vivendo. In questo contesto due elementi minimi - una statua, un cartellone pubblicitario – vengono letti come un segno e utilizzati a scopo esemplificativo. Non un espediente retorico, ma un modulo comunicativo sintetico. Quel che manca nell’articolo di Gianfranco De Turris è un contesto, che non sia quello delle fonti giornalistiche, molto tendenziose, assai diffuse e facilmente reperibili. Come è possibile tentare di interpretare il senso di un Pontificato, senza riferimenti agli atti di magistero, alle encicliche o anche a quelle forme di insegnamento meno vincolanti, ma significative, dei discorsi tenuti in svariate occasioni? Senza nulla togliere alla serietà, al rigore intellettuale e ai meriti culturali di Gianfranco De Turris, mi sembra di poter dire che la sua rimane – nel caso specifico dell’articolo in questione – un’operazione giornalistica, che non apporta contributi utili alla comprensione del Pontificato di Francesco. Aderisco pienamente all’invito alla concordia spirituale, pur nella diversità di alcune convinzioni, espresso nei commenti.

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    1. Ovviamente continuo a non essere d'accordo, non vedo le differenze di metodo, continuiamo a ridurre l'operazione di de Turris a mero "giornalismo" e a innalzare a livelli metafisici quanto giustamente detto da Panunzio, Mi pare sempre squilibrato e anche un filino fazioso.

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  21. Da spettatore esterno e lettore del blog, ringrazio tutti per questo interessante dibattito che mi ha aiutato a fare un pò più di luce sull'argomento in questione. Anche nelle fasi di dibattito più accese mi è comunque servito leggere posizioni così opposte, per valutare la situazione e farmi una mia idea.

    In ogni caso per quanto convincenti le analisi contro queste Papa di Frau, rimango ancora maggiormanete persuaso dall'analisi di Aldo che mi pare ineccepibile. Siamo veramente di fronte a un Papa un pò grossolano e vittima di sè stesso (un'affermazione ineccepibile) che magari compie in buona fede vistosi scivoloni, su cui la stampa letteralmente ci "marcia" a suo vantaggio, ma rimangono sempre scivoloni umani in buona fede e niente di così malcelato sinistro o ambiguo. I segni profetici invece mi sembrano davvero campati in aria e facilmente smontabili, dubito sia all'appannaggio di tutti saperli interpretare adeguatamente. Questa la mia opinione.

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    1. Rispiego: io non ho nessuna tesi CONTRO questo Papa, ho detto semplicemente che a me personalmente non piace, come del resto non piaceva Giovanni Paolo II ( e neppure a Panunzio tanto per restare in argomento e sono certo che oggi non apprezzerebbe Francis ). Semplicemente continuo a non comprendere il perché si adottino due pesi e due misure. Comunque tranquillizzatevi per me dopo Sisto V c'è il vuoto ;)

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  22. Vivendo non molto distante dalla fermata Cipro avevo già avuto modo di incuriosirmi per quel murales, in particolare per la scritta Petrus Romanus.
    Quanto agli occhi rossi che Bergoglio ha in quella rappresentazione mi sembrano essere un'aggiunta ulteriore, la mia memoria è fallibile ma non ricordo di averli visti la prima volta.
    Il fulmine invece ha indubbiamente una valenza simbolica negativa.
    Non tanto il fatto che sia caduto sopra un parafulmine in un forte temporale, quanto che sia avvenuto quel giorno e che sia stato prontamente catturato e diffuso mondialmente. Nulla che violi le leggi della natura, ne convengo, ma mi sembra comunque di vederci un piccolo segno che tutti dovevano vedere.

    Mi sembra superfluo sottolineare che ciò non è in nessun modo di sostegno alle teorie paranoidi-sedevacantiste.
    A me questo Papa non piace ma ciò non implica che non sia legittimo, e di Papi ben peggiori di quanto Bergoglio possa mai essere ne abbiamo avuti a decine.
    Mi fanno ridere sedicenti ultratradizionalisti che giustificherebbero anche i Borgia ma diventano più antipapisti di un protestante se nomini Bergoglio.

    Se il modernismo è il cattolicesimo che diventa protestantesimo liberale, il sedevacantismo è il cattolicesimo che diventa protestantesimo puritano.

    -Eremita


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  23. Vivendo non molto distante dalla fermata Cipro avevo già avuto modo di incuriosirmi per quel murales, in particolare per la scritta Petrus Romanus.
    Quanto agli occhi rossi che Bergoglio ha in quella rappresentazione mi sembrano essere un'aggiunta ulteriore, la mia memoria è fallibile ma non ricordo di averli visti la prima volta.
    Il fulmine invece ha indubbiamente una valenza simbolica negativa.
    Non tanto il fatto che sia caduto sopra un parafulmine in un forte temporale, quanto che sia avvenuto quel giorno e che sia stato prontamente catturato e diffuso mondialmente. Nulla che violi le leggi della natura, ne convengo, ma mi sembra comunque di vederci un piccolo segno che tutti dovevano vedere.

    Mi sembra superfluo sottolineare che ciò non è in nessun modo di sostegno alle teorie paranoidi-sedevacantiste.
    A me questo Papa non piace ma ciò non implica che non sia legittimo, e di Papi ben peggiori di quanto Bergoglio possa mai essere ne abbiamo avuti a decine.
    Mi fanno ridere sedicenti ultratradizionalisti che giustificherebbero anche i Borgia ma diventano più antipapisti di un protestante se nomini Bergoglio.

    Se il modernismo è il cattolicesimo che diventa protestantesimo liberale, il sedevacantismo è il cattolicesimo che diventa protestantesimo puritano.

    -Eremita


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  24. Ho l'impressione (forse paura) che Frau, ottimo columnist (si dice così) di Totalità, abbia ragione. I segni ci arrivano ogni secondo. Segni per ognuno di noi e segni che investono tutti. Il problema è saperli distinguere e poi interpretarli. Panunzio, infatti, prese spunto da una locandina di un film. Perché in assoluto, considerare scempiaggini tutti gli accostamenti simbolici che fa De Turris? Oggi il Vaticano come Istituzione, potere temporale, mostra il suo lato oscuro. Non mi sorprende, ma mi lascia assai perplesso chi fa finta di niente. Dottrina e pastorale, morale ed etica, vengono presi a calci da chi dovrebbe custodirli, magari per una febbre di rinnovamento. Gesù rimane sempre lo stesso in eterno, siamo noi che non dobbiamo tralignare.

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  25. Prima di provare a tirare delle conclusioni, ci tengo a ringraziare di cuore tutti gli intervenuti che hanno dimostrato anche nel dissenso un interesse sincero per l’argomento. Mi pare di poter concludere, semplificando, che esistono diverse posizioni sul tema Bergoglio che difficilmente si riesce a ridurre in unità. Quella dei pro-papa realisti (siamo noi), quella dei pro-papa a prescindere (quelli che lodano il papa qualunque cosa faccia), quella dei contrari a prescindere (i tradizionalisti di tutte le marche e i nostalgici di pizzi, merletti e tronetti d’oro foderati di velluto, maestri di acutezze barocche) e quella dei neutralisti (molto pochi in verità, ma che sono quelli che non prendono posizione ma attendono di arrivare a fine pontificato per pronunciarsi). Poi naturalmente ci sono una serie di altrettanto numerose varianti di queste posizioni. Qui però il tema riguardava il papa solo incidentalmente. A essere messe in discussione era l’interpretazione dell’attuale pontificato in chiave magico-simbolica. Quindi diciamo che siamo usciti un po’ fuori tema. Secondo l’amico Dalmazio e altri, l’interpretazione di De Turris è legittima, secondo me e altri non lo è per niente. La questione non è però di poco conto e non riguarda tanto la persona di De Turris, ma il tipo di ragionamento che egli ha sviluppato nel suo articolo (articolo confezionato per un giornale e non per una rivista di “studi tradizionali”, da qui il suo difetto vista l’importanza del tema trattato) e che presta il fianco, come abbiamo cercato di dimostrare, a diverse critiche proprio a partire dal punto di vista “tradizionale”. Il parallelo che Dalmazio propone con Panunzio a mio modo di vedere è illegittimo; tra l’altro Panunzio, da buon cattolico, si è sempre astenuto da giudizi pubblici in chiave negativa su papi viventi. Non solo. Panunzio non seguiva nell’interpretazione dei “segni dei tempi” il metodo magico-simbolico a là De Turris, ma quello anagogico-simbolico dei Padri e direi che tra i due c’è una gran bella differenza. Nel metodo di De Turris c’è quel “magico” di troppo che spesso sconfina, a differenza dell’ermeneutica metafisica e simbolica di Panunzio, nella pura e semplice superstizione. E la deriva superstiziosa non è meno pericolosa della deriva ideologica.
    Un abbraccio a tutti

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  26. Ad Angelo: mentre nel lago infuriava la tempesta ed un forte vento agitave le sue acque, Gesù dormiva. Quel che segue, tutti lo sanno.

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