DOMANDA: Don
Ennio c’è molta confusione circa il concetto di “gnosi”. Quasi sempre è
connotata negativamente in ambito cattolico, ma occorre fare chiarezza: tu
distingui la gnosi pura dalla gnosi spuria. Puoi spiegarci la differenza?
RISPOSTA: «È vero
che l’uso prevalente, in ambito cattolico, è di significato negativo, ma è
giusto riconoscergli anche un significato positivo, quando la conoscenza
(gnosi) è rivolta al mistero di Dio Trascendente e libero Creatore con la
consapevolezza che l’accesso possibile a tale mistero è solo con la benevolenza
(grazia) divina, come Gesù ha sottolineato: “Io sono la porta, nessuno va
al Padre se non per me”. La gnosi pura è mistica, ma la mistica è
segretamente accessibile a tutti, è una vita spirituale che cresce in
collaborazione tra libertà e grazia».
D. La gnosi
spuria contemporanea è presente in ambito cattolico anche fra personaggi di
grande notorietà come De
Lubac, Maritain, Rahner, Von Balthasar, Del Noce. Cominciamo da De Lubac, sospettato di
modernismo ed esagerato estimatore dell’umanesimo rinascimentale. Secondo vari
osservatori l’influenza del teologo francese al Concilio è stata decisiva.
R. «De Lubac,
con altri gesuiti, era in contatto con un centro lovaniense che intendeva
conciliare il tomismo col trascendentalismo. La sua apologia del cabalista Pico
della Mirandola è in realtà la difesa di se stesso e di quelle tesi per le
quali egli fu sospettato e anche seriamente accusato dai suoi superiori. Quanto
alla sua influenza in Concilio, essa è solo mediata, non diretta, in quanto
egli faceva parte, insieme a Rahner, della ampia Commissione Teologica, la
quale filtrava i documenti da presentare alla decisione dell’Assemblea
Conciliare. Bisognerebbe studiare i verbali di quella Commissione e ben pochi
ne hanno avuto accesso. Per calibrare la personalità e ridimensionare il valore
di De Lubac basta leggere la sua “Memoria intorno alle mie opere” edito da Jaca
Book nel 1992. La difesa che Balthasar fece di De Lubac nel 1978 (Jaca Book)
non è meno compromettente».
D. Don Ennio,
tu scrivi che Von Balthasar, sembra dedicarsi all’impresa di “aprire al nemico”
e tessere l’elogio di ciò che non è cattolico. Egli infatti afferma di proporsi
di “demolire gli artificiosi muri d’angoscia che la Chiesa aveva innalzato
intorno a sé contro il mondo” e di abbattere i bastioni di “una Chiesa che si
deve aprire indifesa verso il mondo”. Tutto ciò che non è cattolico, scrive il
teologo svizzero, esiste per ricordare alla Chiesa ciò che ancora deve essere
incluso. In base a questo postulato non c’è il rischio di integrare nel
cattolicesimo ciò che con esso non è conciliabile come il marxismo, il
darwinismo o il freudismo?
R. «L’ex gesuita
Balthasar, proveniente da studi di storia letteraria, era influenzato dal
filotrascendentalismo che aveva coinvolto anche De Lubac e Teilhard.
Gli errori moderni che tu nomini hanno tutti la stessa matrice: il razionalismo
che si incrocia con il trascendentalismo da cui provengono sia il filone positivista
sia quello idealista e poi esistenzialista. Le buone intenzioni di Balthasar
vanno vagliate nelle sue voluminose opere (ciò che io ho fatto nel mio lavoro
“La gnosi spuria”) indicandone le debolezze».
D. Karl Rahner
ha elaborato l’idea dell’identità cristiana fondata su coscienza ed esperienza,
cioè la cosiddetta “svolta antropologica”. Quali sono le sue fonti?
R. «Anche Rahner
faceva parte del circolo filotrascendentalista. Anche lui, come De Lubac e
Balthasar, non veniva da studi teologici. I superiori l’avevano destinato alla
filosofia e per questo egli incrociò Heidegger, da Rahner
esaltato come il suo “unico maestro”. Ma anche Heidegger era sotto
ipoteca trascendentalista. Messosi, poi, a scrivere di Teologia, suscitando
immediatamente serie riserve da parte dei suoi superiori, vi riversò il suo
soggettivismo filosofico. Egli entrò nella Commissione teologica del Concilio
senza speciali meriti teologici e Ratzinger se ne accorse solo
dopo che fu respinto un lavoro che aveva redatto insieme a lui».
D. Affermi che
la gnosi rahneriana sembra consistere nell’attingere la scienza di Dio non più
dalla trascendenza soprannaturale e dalla rivelazione, ma dalla vitalità della
storia: possiamo concludere che la conseguenza più importante di questa dinamica
sembra essere la desacralizzazione e la dissacrazione del sacro? Deriva da ciò
una certa socializzazione della religione?
R. «Sì, Rahner è
uno gnostico come il suo vantato “unico maestro”. La deriva storicista,
sociologista e politica fu manifesta nei suoi prediletti discepoli che ebbero
peso nella teologia della liberazione, poi bloccata da Ratzinger».
D. Don Ennio
ne “Influssi gnostici nella Chiesa d’oggi” riporti brani dell’epistolario fra
Karl Rahner e la sua discepola e devota Luise Rinser; quest’ultima così scrive
al suo mentore nel maggio 1965: «Sai qual è la maggior difficoltà che mi viene
da parte tua? Che tu sei un “relativista”. Da quando ho imparato a pensare come
te, non oso più affermare nulla con sicurezza. (…) Sento che tu mi togli il terreno
sotto i piedi». Questa destabilizzazione del pensiero è alla base delle
incertezze e dei dubbi di fede già denunciati da Paolo VI?
R. «Luise
Rinser è stata l’amante di Karl Rahner come prova il suo epistolario.
L’accusa che gli rivolge la Rinser è la stessa che gli rivolse, per ordine di
Ratzinger, il padre (Daniel) Ols, O.P., dalla prima pagina de L’Osservatore
Romano».
D. Nella tua
imponente opera sulla storia della gnosi indichi come fattore decisivo della
penetrazione gnostica nel pensiero cattolico la sostituzione della teologia
tomista con l’antropologia trascendentalistica, il situazionismo gesuitico e
l’adozione di categorie psicanalitiche. In particolare affermi che la “svolta
antropologica” della teologia risente di chiari condizionamenti gesuitici. Puoi
approfondire questo aspetto?
R. «Questo è un
discorso troppo complesso per una intervista. Bisognerebbe partire dal
molinismo e dal suarezismo per analizzare il cedimento gesuitico al
cartesianesimo e poi al trascendentalismo. Tutta questa linea è già stata
studiata, ma forse sarebbe utile un libro ad hoc. Io mi accorsi che la
metafisica gesuitica era erronea, non tomista, quand’ero studente, e mi
confrontai per questo con Garrigou-Lagrange che mi confortò
pienamente. Poi ritrovai le tesi di Garrigou-Lagrange in Fabro,
il quale è uno degli autori che identificò la linea erronea dei gesuiti, ma
tardi, quando i gesuiti erano già in pieno marasma e perdettero quasi la metà
dei loro “militi”».
D. Scrivi che
anche Maritain non seppe sottrarsi a un certo secolarismo laicista. La sua idea
di “umanesimo integrale” è alla base dell’impegno politico dei cattolici del
dopoguerra, ma ha anche provocato la permuta del magistero col pensiero
liberale. In che modo il catto-liberismo può considerarsi una forma di gnosi?
R. «Il liberalismo
è gnosi spuria perché le sue radici sono nel soggettivismo moderno (inglese,
francese e tedesco). Il cedimento dei cattolici al liberalismo è già evidente
nell’800. Maritain proveniva da matrice protestante e atea,
era un frequentatore di rivoluzionari. Poi si convertì e divenne maurrassiano.
Ma se ne staccò e passò alla sinistra progressista che valutava positivamente
la rivoluzione francese e anche quella comunista di cui sperava un recupero
(proprio mentre era in atto la persecuzione spagnola). Al momento opportuno
cambiò aria e andò in USA donde venne con un giudizio positivo della democrazia
dei vincitori, che è liberale. L’assoluta perversità del liberalismo è
dimostrata da Leone XIII nell’enciclica Libertas. I
democristiani non ne tennero conto e, contro l’avvertimento di Pio XII,
si consegnarono progressivamente ai liberali, finché De Mita, segretario DC,
proclamò spudoratamente il liberalismo della DC».
D. Uno degli
aspetti più sottili e insidiosi della gnosi contemporanea è l’ontologismo tra i
cui seguaci ci sono stati cattolici di indubbio spessore come Rosmini e Del
Noce: puoi spiegare in termini semplici in cosa consiste e perché presenta
inserzioni gnostiche?
R. «L’ontologismo
malebranciano fu espressamente condannato dal Magistero. Esso era una
imprudente derivazione del razionalismo del rosacrociano Cartesio. Era una
gnosi spuria che non salvava la trascendenza. Del Noce non seppe tener conto di
questo avvertimento e perciò giudicò positivamente anche l’ontologismo di Gioberti,
anch’esso irrimediabilmente condannato. Ma quanto a Rosmini, è
indubitabile che costui avesse fatto una esatta diagnosi dell’intera linea che
va da Cartesio a Hegel, cercando anche di
trattenere Gioberti. Pur essendo amico personale di liberali, Rosmini era
certamente esatto nella diagnosi dell’errore radicale del liberalismo. Il suo
ontologismo parve equivoco, ma Pio IX lo difese e lo assolse. Dopo la morte di
Rosmini l’equivoco riemerse a causa di scritti suoi precedentemente non
pubblicati. Il Magistero mise in guardia contro questi equivoci. Solo in epoca
recente l’equivoco è stato dissolto. Secondo il mio personale parere solo
Ottonello è stato capace di mostrare soddisfacentemente limpidezza e merito del
tentativo di Rosmini. Ma Del Noce accreditava Rosmini mentre
ancora era sotto sospetto e non sarebbe stato capace di rivendicarne la purezza
perché non era un metafisico, ma piuttosto uno storico, acuto peraltro nel
disvelare genesi e connessioni del pensiero filosofico sia idealista sia marxista.
Politicamente ondeggiò dal filosinistrismo giovanile al filodemocraticismo
della vecchiezza. Finì i suoi giorni tutto concentrato sul sessualismo
contemporaneo (la cui radice è gnostica, per la mediazione di De Sade)».
D. Alcuni
psichiatri sedicenti cattolici utilizzano la psichiatria come mezzo per
interpretare fenomeni soprannaturali o insoliti; tuttavia questa modalità
spesso ha il fine di “medicalizzare” chi sperimenta fenomeni mistici e di
attribuire significati simbolici ad alcuni episodi evangelici. Com’è possibile
che una pseudoscienza come la psichiatria possa godere di tanto credito presso
la comunità scientifica o addirittura in alcuni settori della Chiesa?
R. «Vuoi
scherzare? La psichiatria è una scienza come la fisiologia e la genetica. Purtroppo
è vero che molti psichiatri si son lasciati influenzare dalla moda
psicoanalitica. La psicoanalisi non ha niente della scienza, perfino quella
freudiana, sebbene Freud fosse un neurologo che proveniva
dalla scienza positivista. Ma Freud era anche un cabalista, ideologo, drogato…
ecc. Peggio di lui fu Jung. Il mio libro “Critica alla
psicoanalisi” è stato presentato in Roma, in sesta edizione, dal Presidente
degli psichiatri cattolici, uomo di sicura scienza e sicura dottrina e fede
cattolica. Purtroppo vari ambienti ecclesiastici hanno aperto alla psicoanalisi
accreditandola perfino nei seminari. Di qui il disastro clericale noto. Quanto
al Vangelo non c’è divieto di vedervi anche dei simboli, ma non è permesso
ridurre i fatti storici verificati da testimoni oculari a meri simboli».
D. Don Ennio,
la Chiesa cattolica sembra avere decisamente imboccato la via del declino: la
fede è sempre più ridotta a simbolo o, come sosteneva Nietzsche, a un residuo emozionale progressivamente sospinto
nei recessi dell’inconscio. Il cardinale Ratzinger in una celebre
intervista ha dichiarato che i cristiani del futuro costituiranno una
sparutissima minoranza, Paolo
VI si domandava se non
fosse prossima la fine e Giovanni
Paolo II ha parlato a
più riprese di “umanità al bivio”; infine Francesco ha recentemente stipulato una sorta di alleanza col
patriarca di Mosca, Kirill, forse con l’obiettivo di erigere una barriera contro
il dilagare del laicismo militante e dell’islamismo. Che cosa è lecito
attendersi in un prossimo futuro ? È ragionevole ritenere che il peggio è alle
nostre spalle o siamo solo all’inizio della via crucis?
R. «La Chiesa
Cattolica è stata sempre nella tempesta ma il Risorto è presente, questa
presenza è garanzia migliore di ogni alleanza temporale. È lecito attendersi
dal futuro un grande crollo dell’intera civiltà liberale, ma non un naufragio
completo della Chiesa perché la missione apostolica deve arrivare all’intera
umanità. Credo anch’io che ci attendano durissime prove, ma non dubito mai che
la presenza maligna verrà sconfitta. Adesso ho saputo che la Corte Suprema
Canadese ha dichiarato lecito il rapporto sessuale umano con le bestie! Sono
coerenti, ma autodistruttivi. L’Apocalisse avverte che il Logos
Vincitore annienta i suoi nemici con la spada che gli esce dalla bocca: è la
verità che annienta l’assurdo. L’assurdo svelato è annientato».
a cura di
Marco Sambruna (04-07-2016)